ESG, gli asset manager con il brand al top in fatto di sostenibilità

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Cresce la consapevolezza dell’impatto che i flussi di denaro hanno sulla società e sull’ambiente. In questo contesto, gli asset manager internazionali che danno priorità all'impatto e comunicano in maniera chiara e trasparente i loro obiettivi saranno ben posizionati per prosperare in questo mercato in evoluzione. “Ora più che mai i gestori patrimoniali hanno l’opportunità di migliorare la loro reputazione di soggetti attivi che guidano i flussi di capitale per generare rendimenti d’investimento positivi per le persone e il Pianeta”, si legge nel Responsible Investment Brand Index (RIBI) targato Hirschel & Kramer.

Giunto alla sua quinta edizione, lo studio evidenzia la capacità di quasi 600 asset manager a livello globale di tradurre i loro sforzi verso l'investimento responsabile nel loro marchio principale.

Il rapporto relativo al 2023 mostra come, mentre il mondo è ancora in modalità di ripresa post-pandemia e alle prese con una crisi geopolitica, si sono verificati coesione e progressi positivi in tutto il settore dell'asset management quando si tratta di incorporare ulteriormente i principi dello sviluppo sostenibile nei brand.

Il Responsible Investment Brand Index esamina inoltre quali asset manager agiscono come investitori responsabili e si impegnano a favore dello sviluppo sostenibile nella misura in cui lo pongono al centro della loro identità, cioè del loro marchio, e lo esprimono di conseguenza.

Metodologia e indice

L'indice sottolinea come il coinvolgimento negli investimenti responsabili si dimostra in due modi:

1) Misura dell'impegno: include cinque criteri ponderati, come il livello e la qualità dell’impegno e della gestione, la strategia e l’organizzazione dell’investimento responsabile. La fonte di valutazione si basa sui Principles for Responsible Investment Transparency Reports: sono presi in considerazione fino a 300 parametri per costituire i cinque criteri di livello superiore del rating Commitment.

2) Misura del marchio: comprende otto criteri, come la comunicazione di una dichiarazione di intenti, l’espressione di un sistema di valori, il legame con le ambizioni della società. Questa valutazione si basa sulla ricerca e sull’esperienza del soggetto.

Inoltre, la coerenza di un gestore di investimenti responsabile e come lo proietta nel suo marchio è classificata in quattro categorie, secondo l'RIBI:

  • Avanguardista: superiore alla media per quanto riguarda l'impegno e le valutazione del marchio;
  • Tradizionalista: sopra la media nella valutazione dell'impegno e sotto la media nella valutazione del marchio;
  • Aspirante: sopra la media nella valutazione del marchio e sotto la media nella valutazione dell'impegno;
  • Ritardatario: sotto la media in entrambe le valutazioni.

Dal grafico qui sopra si nota come, secondo i risultati del 2023, la categoria superiore degli “Avanguardisti” rimane estremamente competitiva, con solo il 19% delle aziende che hanno raggiunto il livello di ingresso in questa categoria. La maggior parte, il 49%, rientra ancora nella categoria dei “Ritardatari”, mentre il 22% è tra i “Tradizionalisti” e il 10% tra gli “Aspiranti”. 

Ranking Le 10 società che hanno ottenuto il miglior punteggio complessivo nel 2023
1.Candriam
2.DPAM
3.AXA Investment Managers
4.Mirova
5.Impax Asset Management
6.Ecofi Investissements
7.Schroders Investment Management
8.Amundi
9.Robeco
10.CPR Asset Management

Dalla comparazione con la tabella qui sopra rispetto al ranking degli scorsi anni si possono, infine, fare altre considerazioni. Cinque aziende hanno mantenuto una posizione nella Top10 (composta, allo stesso tempo, da società più grandi e boutique): Candriam, DPAM, AXA Investment Managers, Mirova e Schroders. Robeco invece torna, dopo l'ultima apparizione nell'edizione 2019 e compaiono delle new entry come Impax Asset Management, Ecofi Investissements, Amundi e CPR Asset Management.