Il mito del lungo termine si è accorciato

17 March
Ora10:15h

Quando si parla di risparmio previdenziale e di pensioni, l’abbinamento con il concetto di lungo termine (30/40 anni) è quasi automatico. In effetti, un giovane che entra oggi nel mercato del lavoro, ha un orizzonte di vita attiva e di versamenti di almeno 40 anni.

Ma la società cambia a velocità un tempo impensabili. Una volta si entrava in un’azienda e nella maggior parte dei casi, in quell’azienda, banca, impresa, si restava per tutta la vita; quando succedeva diversamente, si cambiavano al massimo 2 posti di lavoro in oltre 40 anni di carriera. Oggi i cambiamenti produttivi, la durata stessa delle aziende, le mutazioni nei bisogni o interessi dei lavoratori disegnano uno scenario diverso: si cambia spesso posto di lavoro e anche tipologia di impiego. Lavoratore dipendente, poi autonomo, poi ancora altro. In media, un iscritto alla previdenza di base cambia posto ogni 7 anni il che significa, se è iscritto anche a un fondo pensione complementare, riscattare la posizione, incassare una liquidità e trasferirla ad altro fondo nel caso si impieghi poi in un altro settore merceologico (riscatto invece non necessario se si resta nel comparto).

Non solo i cambi di attività: ci sono periodi di inoccupazione involontaria che possono comportare riscatti parziali o totali o la “perdita dei requisiti di partecipazione al fondo” e che spesso richiedono l’uso delle risorse accantonate o periodi con problemi di salute, di casa e altre necessità. Ormai le anticipazioni rappresentano (in assenza di altri interventi)  una modalità di fruizione delle risorse che accorcia inevitabilmente l’orizzonte temporale dell’investimento. 

Stessa cosa, con la medesima intensità, capita nel settore del risparmio gestito dove un ELTIF, che impone di mantenere l’investimento per 7/8 anni, è il massimo del vincolo possibile per clienti istituzionali e privati. Con minore intensità, perché legato a una professione, ma non meno incisivo, è l’accorciamento dell’orizzonte temporale per le Casse di Previdenza. Ancora più corto per i fondi di assistenza sanitaria integrativa.

Convegno di Primavera

Mercoledì 17 marzo 2021 – in streaming  dalle ore 10.15

 10.15   Introduzione ai lavori

Alberto Brambilla | presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali   

 10.20   Il mito del lungo termine si è accorciato? 

Mario Padula| presidente COVIP 10.30   PRIMA SESSIONE |Le proposte di investimento del mercato

Alessandro Binello | group CEO Quadrivio Group

Luca Dal Fabbro | presidente dell’Istituto Europeo ESG (GAM Investments)

Andrea Ottaviano | amministratore delegato Clessidra SGR Private Equity

   Michele Romualdi  | Head of Sales Italy Ambienta SGR  

11.10   SECONDA SESSIONE | L’orizzonte temporale degli investitori istituzionali

Fabio Cappelloni | presidente Fondo Pensione BNL/BNP Paribas

Stefano Dall’Ara | presidente Previdenza Cooperativa

Stefano Distilli | presidente Cassa Dottori Commercialisti

Anna Maria Selvaggio | direttore generale Fondo Fon.Te

11.30    Nuove esigenze e prospettive per gli investitori istituzionali italiani

Tommaso Nannicini | commissione parlamentare Controllo Enti previdenza e assistenza sociale e Commissione Bilancio Senato                        

11.45    Conclusioni e chiusura dei lavori 

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