L'incertezza geopolitica rappresenta la prima fonte di preoccupazione per i family office. È così per il 84% degli intervistati dalla Global Family Office Survey 2025 di BlackRock.
I risultati del sondaggio mostrano anche come le tensioni sul commercio globale e la crescente frammentazione geopolitica abbiano contribuito a rendere negativo, per la prima volta dal 2020, il sentiment generale rilevato.
Nonostante la sensazione diffusa che si stia riscrivendo il quadro di riferimento che, per decenni, ha caratterizzato i mercati, molti family office restano fiduciosi che gli impatti negativi sull’economia globale possano essere contenuti.
I family office adottano un approccio orientato alla gestione del rischio, con oltre due terzi (68%) che si concentrano sull’aumento della diversificazione, e quasi la metà (47%) che sta incrementando l’esposizione a fonti diverse di rendimento, tra cui asset alternativi illiquidi, azioni extra-USA, alternative liquide e liquidità.
Un focus crescente su private credit e infrastrutture
Gli asset alternativi assumono un peso sempre più rilevante nei portafogli, salendo al 42% rispetto al 39% dell’indagine 2022-2023. Guardando al futuro, private credit e infrastrutture sono gli asset alternativi più favoriti. Quasi un terzo dei family office prevede di aumentare l’esposizione al private credit (32%) e alle infrastrutture (30%) nel biennio 2025-2026, con il private credit in cima alle preferenze tra tutte le asset class alternative. All’interno del private credit, gli intervistati hanno mostrato una chiara preferenza per le strategie special situations/opportunistic e il direct lending.
Le infrastrutture stanno guadagnando forte slancio: il 75% dei family office ha una visione positiva sulle prospettive dell’asset class, attratti dalla capacità di generare flussi di cassa stabili, dal ruolo di diversificatore di portafoglio e dalla resilienza percepita. Nel corso dei prossimi 12 mesi, molti family office intendono aumentare le allocazioni a strategie infrastrutturali opportunistic (54%) e value-add (51%), spinte da una combinazione di potenziale di rendimento più elevato, venti favorevoli e maggiore flessibilità — qualità sempre più cruciali nell’attuale contesto di mercato volatile.
“I family office europei stanno rafforzando l’esposizione a private credit e infrastrutture come componenti centrali dei loro portafogli per aumentarne la resilienza. Il private credit si distingue per il suo potenziale di rendimento e liquidità, mentre le infrastrutture sono apprezzate per la stabilità dei flussi di cassa e la protezione dall’inflazione", spiega Mireille Abujawdeh, head of Family Offices, Endowments, and Foundations per l’area EMEA di BlackRock.
Ricerca di collaborazioni più strette
Per integrare le competenze interne, molti family office ricercano collaborazioni sempre più strette con partner esterni, in particolare nell’ambito dei mercati privati. Oltre la metà degli intervistati ha segnalato lacune nelle capacità interne in aree chiave come il reporting (57%), il deal sourcing (63%) e l’analisi dei mercati privati (75%). Circa un family office su quattro (22%) ha già fatto ricorso a un Outsourced Chief Investment Officer (OCIO) o sta valutando di farlo. Inoltre, molti si affidano a partner terzi per competenze specialistiche sia in ambito di investimento sia tecnologico.
Apertura all’AI, ma persistono ostacoli all’adozione
La maggior parte dei family office si dichiara aperta all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per una varietà di applicazioni, dalla gestione del rischio alla modellizzazione dei flussi di cassa. Tuttavia, permangono barriere di natura tecnica e organizzativa che ne limitano l’adozione più estesa. Attualmente, i family office sono molto più propensi a investire in società tecnologiche che sviluppano soluzioni basate sull’IA (45%) o in opportunità di investimento che ritengono trarranno vantaggio dalla crescita dell’intelligenza artificiale (51%), piuttosto che implementare direttamente tecnologie di IA nei propri processi di investimento (33%).

