Negli ultimi anni, in particolare dal 2011 fino alla prima parte del 2016, i settori difensivi hanno garantito migliori performance rispetto a quelli ciclici. Già ad agosto dello scorso anno, abbiamo osservato una prima fase rialzista dei settori ciclici durata un mese e mezzo, che si è protratta fino a metà settembre, guidata principalmente dal settore bancario e dei beni discrezionali. Con la vittoria di Donald Trump alle elezioni americane, abbiamo assistito ad una rotazione dai settori difensivi, più ‘cari’, a quelli ciclici, che si è conclusa a febbraio di quest’anno. Tuttavia, già nella seconda parte del 2016 diversi gestori hanno aumentato l’esposizione ai settori value, che sono più sensibili all’aumento dei tassi di interesse. Dando uno sguardo alla performance dei singoli settori nei primi otto mesi dell’anno, secondo i dati Morningstar, tra i più performanti troviamo i settori ciclici, in particolare il comparto tecnologico (+19,6%), industriale (+15,4%) e quello finanziario (+12,4%). Il buon andamento del settore finanziario è stato favorito da diversi fattori quali il miglioramento del contesto macroeconomico, il rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti, che di fatto sta contribuendo a generare margini di interesse netti superiori, l’accelerazione della crescita economica globale e l’aumento graduale dell’inflazione. In particolare, in un periodo di consolidamento della crescita economica globale, con l’Europa che nel primo semestre del 2017 è cresciuta più velocemente rispetto agli Stati Uniti, l’aumento dei prestiti bancari porta di fatto ad un miglioramento della redditività del settore bancario.
Financials europei, opportunità e strategie di investimento

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