Dopo una prima parte dell’anno segnata da una forte concentrazione dei rendimenti e dal predominio di pochi temi di mercato, lo scenario per l’equity si presenta oggi più complesso e selettivo. Volatilità, dispersione tra settori e titoli, tensioni geopolitiche e aspettative ancora elevate legate all’intelligenza artificiale impongono ai fund selector un approccio più rigoroso nella valutazione dei fondi azionari. Non basta più intercettare il beta del momento, insomma, ma si confermano centrali la qualità del processo di investimento, la capacità di generare alpha in modo ripetibile, la gestione del rischio e la coerenza tra mandato dichiarato e portafoglio effettivo. In questo contesto, la selezione dei gestori attivi richiede un equilibrio sempre più sottile tra convinzione e flessibilità tattica, con l’obiettivo di individuare strategie capaci di adattarsi a mercati meno lineari senza perdere disciplina e identità. Quali posizionamenti in ambito di selezione dei fondi azionari, dunque? FundsPeople lo ha chiesto a Stefania Taschini, Anima SGR; Massimo Ricatti, BCC Risparmio&Previdenza SGR; e Andrea Guitta, Pharus Asset Management.
Fondi azionari, nel secondo semestre i fund selector guardano oltre il beta

Stefania Taschini (Anima SGR), Massimo Ricatti (BCC R&P), Andrea Guitta (Pharus)
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