Frame AM: “Siamo sempre alla ricerca di prodotti decorrelati”

team d'investimento Frame AM
Team d'investimento. Foto ceduta (Frame AM)

Il Covid ha sicuramente velocizzato (per non dire esasperato) alcuni processi non solo nella vita di tutti i giorni, determinando significativi cambiamenti anche sui mercati. Sicuramente i temi più caldi sono quelli legati alla sicurezza (medicale e non), alla protezione di quel che ci circonda (vedi temi ESG, di impatto ambientale) ma anche alle aziende più flessibili, più capaci di adattarsi ai cambiamenti e alle opportunità e quindi più tecnologicamente avanzate. “Vediamo valore quindi nelle strategie capaci di cogliere le migliori opportunità ad esempio nel mondo healthcare anche digitale, sul biotech, sul cambiamento climatico, sul solare, nell’orizzonte temporale d’investimento adeguato e senza dimenticarsi dell’analisi delle valutazioni e delle conseguenti possibili e sane fasi di rotazione settoriale su settori più value (come quella in atto)”, spiega il team d’investimento di Frame AM.

Il socially responsible investing ha raggiunto dimensioni enormi nei mercati, sicuramente in termini di dimensioni ma anche dal punto di vista qualitativo tanto da essere ormai parte integrante dei processi di asset allocation di tutti i più grandi investitori. “Se inizialmente i criteri di integrazione (dei fattori ESG), di impatto ed in senso negativo anche di esclusione erano visti come un vincolo che restringeva l’universo investibile, oggi è assodato sia uno strumento in grado di integrare e potenziare l’attività d’investimento affinché sia sostenibile nel tempo, ottimizzando in questo modo i profili di rischi/rendimento. Le case francesi, attente al tema da più tempo, sono probabilmente nel migliore mood per continuare a crescere”, spiegano.

Opportunità sui mercati

Sull’obbligazionario abbiamo abbassato la componente credito (sia IG che HY) aumentando il peso delle strategie absolute return e della componente L/S credit. In ottica di un possibile rialzo dei tassi, già sul finire del 2020 abbiamo aumentato la componente value di portafoglio specialmente con strategie long/short equity. Abbassato il beta sull’azionario, specie nella componente più growth (causa valutazioni molto elevate), puntando maggiormente su strategie Multiasset flessibili”, spiega il team.

“Pensiamo che proseguirà la rotazione dal growth al value, iniziata dopo l’annuncio sui vaccini anti-Covid di fine 2020, quando oggettivamente i differenziali nelle valutazioni non erano più sostenibili, con aziende valutate 30-40 volte non l’utile ma il fatturato in settori comunque ad alta concorrenza. Per certi versi il Covid non solo ha posticipato la rotazione ma l’ha resa più aggressiva, dato il continuo allargamento dello spread tra il settore “stay at home” business e il normal life”.

Non si tratta di escludere tutte quelle società/settori/temi che crescono tanto ma è importante valutare che la crescita sia sempre sostenibile oltre che di qualità e che i multipli non siano mai eccessivi. “Non bisogna dimenticare che la netta e strutturale inversione di rotta sui tassi d’interesse potrebbe influire negativamente sul puro growth piuttosto che sui settori più ciclici. Per questo riteniamo corretto volgere l’attenzione su tutte quelle società/storie che il mercato ha lasciato da parte negli ultimi anni, convinti come siamo che un prolungamento del rialzo dei corsi azionari debba passare forzatamente da una distribuzione più omogenea dei flussi non solo sui trade più affollati ma su quelle società sostanzialmente di qualità, anche se in settori più tradizionali e ciclici, oltre che sottovalutate. Per generare questo extrarendimento preferiamo strategie long/short equity con bias value (Loys Global L/S)”.

Per quanto riguarda i bond, il team di Frame AM aggiunge: “Crediamo che in questo contesto di mercato possa rappresentare un’asset class da maneggiare con cura: i rendimenti attesi sul credito non giustificano il rischio intrinseco e la componente tasso in un ambiente di reflazione (o reflazione attesa) non proteggerà più il portafoglio bilanciato (50 equity-50 bond) tipico dell’investitore medio”.

Quali prodotti

Siamo sempre alla ricerca di strategie decorrelate o in grado di proteggere il portafoglio da forti downside di mercato. Sulla parte obbligazionaria, cerchiamo strategie long short credit a beta contenuto e flessibile (come Redhedge Relative Value o Ubp Gca Credit Long/Short). Sulla componente Multiasset, da una parte strategie macro flessibili che sappiano adattarsi ad un contesto di mercato così variabile (come Ruffer, Nordea, Bellevue Global Macro), dall’altra strategie che possano offrire protezione al portafoglio come Lemanik, Amundi. Cerchiamo valore nel mondo M&A/event driven (Helium, Man, Aristea) e nei long/short equity a beta contenuto e flessibile, quasi market neutral (Loys, Eleva, Pictet)”, concludono.