Un’entità con oltre 60 anni di storia, un panorama di professionisti “composito” e una componente di genere peculiare: la quota femminile che supera quella maschile. A questo si somma una sempre più intensa richiesta di professionalità legata al tema della sicurezza in ambito alimentare (zootecnica). Oscar Gandola, presidente di Enpav dal 2023 ma presente nel CdA dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei veterinari dal 1996, traccia la storia della cassa, istituita nel 1958, con la riforma “radicale” nel 1991 e il passaggio a ente privatizzato a seguito del Dlgs 509/94. A fine 2023, Enpav conta quasi 27.500 iscritti con la già accennata prevalenza femminile per quasi 3 mila unità (15.239 iscritte contro 12.250 iscritti). Le motivazioni alla base di quella che Gandola definisce “femminilizzazione della professione” vanno ricercate nel percorso formativo: “Semplicemente – afferma – è maggiore il numero delle donne che partecipano alla selezione per accedere alla facoltà di veterinaria a numero chiuso e che poi risultano ammesse”. Gli altri numeri in termini “umani”, vedono 8.526 pensionati, mentre il patrimonio si attesta a un miliardo 150 milioni a dicembre 23, con oltre 250 prodotti, tra azioni, obbligazioni, titoli di stato, fondi liquidi, illiquidi e immobili, “ma a luglio ha superato la soglia del miliardo 200 milioni”.
Gandola (Enpav) “Un incremento costante del patrimonio per una platea di professionisti ‘composita’”

Oscar Gandola. Foto Manolo Greco per FundsPeople
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