Il 2023 sarà il “banco di prova” per i bilanci di molte società del settore manifatturiero. In particolare “il conto economico relativo a quest’anno metterà in luce i costi che hanno sostenuto le aziende più avanzate nella transizione verso un modello circolare rispetto a quelle che sono maggiormente dipendenti dall’acquisto di materie prime vergini”. Corrado Gaudenzi, head of long term sustainable strategies di Eurizon Capital SGR, ne è certo. “Sul fronte macroeconomico, il 2022 ha fatto emergere aspetti di criticità importanti legati all’aumento del costo delle materie prime”. E quello che si è concretizzato negli ultimi 12 mesi è da considerare, insomma, come “un primo test per verificare la portata del vantaggio competitivo delle aziende che sono più avanti nel processo di transizione circolare”. Anche il settore della generazione dell’energia rientra nel computo. Tuttavia l’impatto è stato diverso: “Il tema vero riguarda, in questo caso, i profitti eccezionali registrati dalle aziende del settore, e come questi profitti possono essere ritenuti sostenibili a livello sociale”.
Gaudenzi (Eurizon): “Il 2022 è stato un primo test sul vantaggio delle aziende più avanti nella transizione circolare”

Corrado Gaudenzi, foto ceduta (Eurizon)
Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.