Generali Investments: aumentano le emissioni governative europee, Italia prima sui green bond

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Sen, Unsplash

L'Italia è al primo posto in Europa per emissioni lorde di green bond governativi, che toccano quota 13,28 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2025. Ampliando lo sguardo all'area euro, il dato è fermo a 44 miliardi di euro di nuovi titoli "verdi", con un calo significativo rispetto ai 52 miliardi del 2024. Lo rileva un'analisi di Generali Investments, che evidenzia in modo più ampio una crescita dei volumi di titoli governativi nell'area euro.

Emissioni nette di green bond dell'area euro: Italia al primo posto, segue la Germania

Fonte: Generali Investments, Datastream, Bloomberg. Dati in miliardi di euro.

Da inizio anno, le emissioni lorde di titoli di Stato comunitari con scadenza superiore a un anno hanno raggiunto i 1167 miliardi di euro, in aumento dai 1123 miliardi del 2024, raggiungendo l'87% dell'obiettivo annuale. A queste corrispondono volumi netti per 513 miliardi, in crescita rispetto ai 446 miliardi dell'anno precedente. L'irripidimento della curva dei rendimenti ha spinto le Tesorerie dell'area euro a modulare la propria offerta di conseguenza, riducendo la quota con scadenze superiori ai 10 anni al 31% nel terzo trimestre, rispetto al 42% di inizio anno.

Emissioni nette azzerate nel quarto trimestre, pesa l'effetto QT

L'Italia ha già completato il 90% delle emissioni annuali previste; nello stesso periodo del 2024, la percentuale era pari all'80%. Sotto pressione la Francia, con 25 miliardi di euro da emettere e 45 miliardi in scadenza nell'ultimo trimestre, "situazione che si presenta in un contesto di tensioni politiche ed economiche", nota Florian Spaete, senior bond strategist di Generali Investments.

Da qui alla fine dell'anno, i nuovi titoli emessi nell'area euro quelli prossimi alla scadenza dovrebbero compensarsi a vicenda. "Prevediamo che nel quarto trimestre non ci saranno emissioni nette poiché le scadenze di circa 178 miliardi di euro si bilanciano con le nuove emissioni di circa 173 miliardi", osserva lo strategist. Su queste cifre pesa il quantative tightening (QT) della BCE, con il mancato reinvestimento di oltre 100 miliardi di euro in bond nel corso del trimestre. Al netto di questo effetto, le emissioni sarebbero quindi positive. Complessivamente, "la situazione delle emissioni appare molto stabile e non ci dovrebbero essere grosse sorprese nella rimanente parte dell’anno", conclude Spaete.