Quando si parla di investimenti genericamente “green” spesso si dimentica che esistono diverse gradazioni di sostenibilità, quelle che possiamo definire “dark green” ad esempio, cioè con criteri molto stringenti, e quelli che definiamo invece “light green”, con criteri di investimento con maglie più larghe. I criteri della famiglia dark sono più esclusivi ed eliminano ad esempio le aziende che sono coinvolte in attività controverse e aziende con rating ESG bassi. I prodotti light invece, sono indirizzati verso gli investitori che vogliono alcune esclusioni importanti ma sono anche interessati al tracking error, quindi al fatto che l’indice non si discosti eccessivamente in termini di andamento rispetto all’indice di capitalizzazione.
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