Gli alternativi di gennaio: gli operatori italiani puntano sul credito privato

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Il 2026 dei fondi alternativi gestiti da team italiani si è aperto con diversi annunci focalizzati prevalentemente sul credito privato. A fine gennaio, Anthilia Capital Partners SGR ha annunciato il primo closing del nuovo fondo Anthilia BIT V. Il FIA investe in economia reale, e nello specifico nel private debt delle PMI italiane nel lower-mid market, con un range di fatturato compreso tra 10 e 300 milioni di euro e una provenienza dei ricavi prevalentemente internazionale. La strategia di investimento, spiegano dalla SGR, sarà focalizzata su finanziamenti per la crescita, con focus su espansione produttiva, acquisizioni e supporto alle imprese nei passaggi generazionali. Questa tipologia di emissioni offre uno spread che oscilla tra il 5% e il 6% rispetto a titoli governativi di pari scadenza. Si tratta di finanziamenti che rappresentano “risorse complementari a quelle bancarie, in grado di supportare le imprese in contesti più sfidanti e complessi grazie alla maggiore flessibilità e articolazione degli schemi di finanziamento. Un bene per l'impresa, per gli investitori e per l'economia del Paese”, ha commentato Daniele Colantonio, partner e responsabile sviluppo prodotti di Anthilia SGR. Il nuovo fondo, inoltre, è PIR compliant: gli investitori istituzionali di natura previdenziale possono quindi beneficiare, a determinate condizioni, dell’esenzione fiscale sulle plusvalenze realizzate. L’obiettivo di raccolta è fissato a 400 milioni di euro entro i prossimi due anni.

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