Gli ETF continuano la loro evoluzione. Con l’arrivo di MiFID II il 2018 potrebbe essere l’anno giusto per una maggiore diffusione di questo segmento di prodotti anche da parte dei clienti retail, attraverso reti di distribuzione e piattaforme online. Se infatti il mercato europeo degli ETF, così come quello italiano, è ancora dominato dai clienti istituzionali, che rappresentano circa l’80% (negli USA la proporzione tra clienti istituzionali e retail è più equilibrata), l’incentivo normativo allo sviluppo di soluzioni più trasparenti ed a costo contenuto, come quella di MiFID II, rappresenta di certo un utile punto di partenza per diffondere l’utilizzo degli ETF anche al pubblico retail. Ne è convinto Vincenzo Sagone, head of ETF, indexing & smart beta business unit in Amundi SGR che afferma come “anche dal punto di vista dei distributori, e non solo dei clienti, gli ETF stanno iniziando a rappresentare una valida alternativa rispetto ad altre soluzioni finanziarie: i distributori infatti devono sforzarsi di modificare il proprio business model, prendendo in considerazione il nuovo contesto normativo, la competizione da parte di nuovi canali di distribuzione e, chiaramente, il contesto di mercato. Gli ETF rispondono all’aumentata esigenza standardizzazione e di trasparenza che ne deriva”, spiega l’esperto.
Gli ETF? Ora piacciono anche a distributori e pubblico retail

Giorgio Fata
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