L’intelligenza artificiale si è affermata con forza e trasversalità nel mondo del lavoro. Il settore finanziario e, più nel dettaglio, quello degli investitori istituzionali non fanno eccezione. Da qui la necessità di indagare utilizzo, potenzialità e rischi di un’adozione massiccia delle tecnologie AI da parte di tali attori. È quanto si è proposta Mefop con lo studio “L'AI al servizio degli Enti di Welfare” presentato a Roma a fine marzo. L’indagine, che ha coinvolto 74 enti di welfare complementare, “fotografa un settore in movimento, ma con un evidente squilibrio tra adozione tecnologica e governance”, sottolinea l’autore, Luca Di Gialleonardo. “L’80% degli enti ha già adottato l’AI o prevede di farlo a breve, senza resistenze ideologiche”. L’esperto sottolinea, tuttavia, come l’utilizzo si concentri su attività a basso rischio, come servizi agli iscritti, verbalizzazione, analisi documentale, “mentre compliance e gestione finanziaria restano ai margini”.
Gli istituzionali accelerano nell’adozione dell’AI, ma l’utilizzo è limitato alle attività a basso rischio

Addy Spartacus, Unsplash
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