L'investimento con criteri di responsabilità è diventato un requisito fondamentale sia per le aziende che per i gestori degli investimenti, che tengono sempre più conto della redditività extra-finanziaria offerta da un'impresa nella costruzione del proprio portafoglio. Su questo argomento, il CFA Institute ha appena pubblicato un nuovo studio intitolato “Future of Sustainability in Investment Management: From Ideas to Reality”, che riunisce le prospettive di oltre 7.000 partecipanti del settore, tra cui investitori, professionisti degli investimenti e specialisti ESG. Oggi, l'85% dei membri del CFA Institute dichiara di tenere conto dei fattori E (ambientali), S (sociali) e G (governance) quando investe, rispetto al 73% di soli tre anni fa. E questa maggiore sensibilità da parte dei professionisti ha una forte influenza sulla domanda dei clienti, in quanto il 69% degli investitori retail e il 76% degli investitori istituzionali si dichiarano interessati agli investimenti ESG, cifre che sono cresciute negli ultimi anni. Questa domanda non è omogenea in quanto risponde a cause diverse, a seconda del tipo di investitore o dell'età dell'investitore (vedi grafico).
Gli strumenti che usano i professionisti dell'industria per investire in modo sostenibile

Igor Oliyarnik, Unsplash
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