Non si tratta di un termine nuovo, ma negli ultimi anni è salito alla ribalta per via dell’importanza crescente che viene attribuita dall’intera società alle questioni di sostenibilità. Parliamo del greenwashing, o “lavaggio verde” in italiano. Questa espressione, apparsa per la prima volta su una rivista britannica negli anni Ottanta, fu coniata per analogia con il lavaggio del cervello (brainwashing) e da allora si è diffusa sempre più, sia in inglese che in altre lingue. Si usa per descrivere quella pratica di marketing o comunicazione con cui imprese e organizzazioni rilasciano dichiarazioni false o fuorvianti riguardo al loro impatto ambientale o ai loro impegni di sostenibilità.
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