Hedge Invest SGR: nel primo trimestre una 'tempesta perfetta' per l'industria hedge

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Già dai primi giorni del 2016 si è visto che l’anno sarebbe stato “in salita” per i mercati finanziari. La pubblicazione di dati macroeconomici ancora molto deludenti da parte della Cina e i timori legati ad un rapido deprezzamento della valuta cinese hanno alimentato negli operatori di mercato aspettative di spinte deflazionistiche a livello globale e causato una correzione repentina delle borse globali e di tutte le attività rischiose. Inoltre, è proseguita nelle prime settimane dell’anno la discesa del prezzo del petrolio e delle altre risorse naturali che, unitamente all'aggravarsi del problema dei non performing loans delle banche in Eurozona, ha spinto ulteriormente al ribasso tutte le asset class rischiose. In particolare all’11 febbraio il WTI perdeva quasi il 30% ytd, la borsa europea il 18% ytd e la borsa americana il 10,5% ytd. Da tale data si è poi verificato un forte recupero, alimentato dalla stabilizzazione del prezzo del petrolio e dall’indebolimento del dollaro, poi proseguito anche nel mese di marzo. In un periodo di tempo molto breve si sono quindi verificati due eventi: in primo luogo un’importante fase di brutale correzione dei mercati, che ha causato un deleveraging (riduzione contemporanea e disordinata dei rischi) per lo più scatenato dall'attivazione delle stop loss; e poi una ripresa altrettanto violenta a 'V' dei mercati, che in taluni casi ha lasciato indietro i gestori che avevano ridotto i rischi per ragioni di risk management.

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