I fondi con Banca Etruria in pancia

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Negli ultimi giorni si è abbattuto un vero proprio terremoto mediatico su tre banche italiane e le notizie non sono state proprio positive. Prima, Ubi Banca, con la sede perquisita e le indagini sui vertici e Bazoli. E' stato poi il turno di Banca Etruria commissariata e di MPS, che ha annunciato una maxi perdita nel 2014, e che si prepara ad accogliere il Tesoro come nuovo azionista, a partire dal prossimo luglio. Lo scorso 11 febbraio il Ministero dell’Economia e delle Finanze, su proposta di Banca d’Italia, ha commissariato la Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio. A far scattare la misura è stato l’ulteriore degrado del patrimonio, già vertiginosamente eroso negli ultimi anni, emerso a seguito delle nuove rettifiche sui crediti. In pratica, è emerso che i prestiti verso imprese insolventi (fallite o in liquidazione) erano superiori a quanto stimato in precedenza, cosa che ha comportato maggiori accantonamenti di patrimonio e una perdita ingente, non ancora stimata per tutto il 2014. Nei primi nove mesi del 2014 il rosso è stato di 126 milioni. Le sofferenze (crediti non esigibili) a fine anno, ha ricostruito Il Fatto Quotidiano, sarebbero pari a 2 miliardi, gli incagli (crediti difficili da recuperare ma non insegibili) a 100 milioni e il patrimonio netto sarebbe sceso sotto la quota prudenziale di 500 milioni. 

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