I mercati di frontiera sono un sottoinsieme dell'universo dei mercati emergenti, definito in modo approssimativo da rating creditizi bassi e da mercati mobiliari illiquidi e omogenei, con i titoli di Stato che rappresentano generalmente l'unica classe di attivi investibile. Di conseguenza, pochi titoli vengono inclusi negli indici dei mercati emergenti, il che rafforza la necessità di un approccio attivo. “Il lato positivo è rappresentato dai rendimenti estremamente elevati”, spiegano gli analisti di DPAM. L’insieme dei mercati di frontiera è estremamente eterogeneo: si estende a tutti i continenti e comprende economie di ogni tipologia e dimensione, da colossi in difficoltà come la Nigeria o il Pakistan alle minuscole Bahamas, animate dal turismo, e al Mozambico, titano emergente degli idrocarburi. “La diversificazione offerta contribuisce a limitare il rischio dell'asset class e rappresenta un ulteriore vantaggio dell’approccio attivo, considerando che gli indici tradizionali detengono solo una frazione dell'intero universo dei mercati emergenti”, spiega il gestore.
I mercati di frontiera sono i nuovi mercati emergenti

Foto Jezael Melgoza (Unsplash)
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