I mercati restano incerti in attesa della Fed. BCE sorvegliato speciale

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Mario Draghi è alla finestra della BCE per vedere se le misure straordinarie messe in campo dall’istituto centrale stanno dando i loro frutti: venerdì saranno pubblicati i dati sul PIL dell’Eurozona del primo trimestre dell’anno, in anticipo rispetto al solito (a solo un mese dalla fine del periodo di riferimento, come accade per USA e UK); la pubblicazione arriva, dunque, insieme alle rilevazioni sull’inflazione. “Da una parte la Banca centrale europea aspetta conferme dall’economia della correttezza delle scelte di politica monetaria, dall’altra la Fed torna al centro del palcoscenico, con tanto di mercati sempre più incerti”, commenta Francesco Previtera, a capo della ricerca di Banca Akros.

Secondo gli analisti, la posizione presa da Francoforte, ovvero quella di lasciare gli stimoli invariati e capire che effetto hanno le misure già messe in campo, prima di fare ulteriori passi, apre uno spiraglio al presidente della Fed Janet Yellen per il secondo rialzo dei tassi dal dicembre scorso. “Se questo avvenisse mentre la BCE annuncia nuovi stimoli, infatti, si aprirebbe una forbice tra euro e dollaro troppo pericolosa per le industrie americane: una moneta USA in rafforzamento (fatto scontato nel caso di un rialzo dei tassi USA) deprimerebbe il commercio estero a stelle e strisce”. Secondo il mercato, le possibilità di un ritocco del costo del denaro da parte della Fed già nella riunione di mercoledì 27 aprile sono a zero, e si alzano a una su cinque per il meeting di giugno. Ma nel terzo trimestre dell’anno potrebbe arrivare la mossa della Fed. Intanto, l’Europa si sta muovendo bene, secondo gli esperti.

Continua Previtera: “la pubblicazione degli indici preliminari sulle PMI di aprile ha confermato che la crescita europea resta vivace. Il PMI composite si attesta a 51,5 punti nel mese di aprile, come a marzo (51,6), ben al di sopra della soglia di 50 punti. Questi segnali di stabilizzazione sono stati osservati anche nei servizi e nei settori manifatturieri. Ci sono state, tuttavia, divergenze di tendenza netta tra la Francia (dove l’indice manifatturiero è sceso e rimane sotto al 50, mentre l’indice dei servizi è salito) e in Germania, dove si è invertita la situazione”. Continua: “seguiremo da vicino le stime sul PIL europeo che saranno pubblicate il 29 aprile e che pensiamo raggiungeranno un +0,4%. C’è stato un aumento del prezzo medio degli acquisti in aprile, per la prima volta in quattro mesi, soprattutto legati alla recente ripresa dei prezzi delle materie prime, ma la BCE ha indicato che il livello generale dei prezzi potrebbe scendere ulteriormente nei mesi venire. In questo contesto, ci sarà anche a guardare il tasso di inflazione della zona euro per aprile”. A preoccupare, però, sono le tensioni in Europa riguardo l’immigrazione. Conclude Previtera: “le elezioni austriache illustrano una tendenza europea di fondo fatta di crescenti disuguaglianze e di cattiva gestione della crisi dei migranti. L’instabilità che ne risulta potrebbe, nel breve termine, aumentare le incertezze, ritardare gli investimenti e rallentare il ritmo della crescita in Europa”.