Svolta per i PIR: investiranno il 3% dei loro asset in fondi che investono in startup e PMI innovative. Inoltre saranno estese le agevolazioni fiscali anche ai fondi di credito e ai bond derivanti dalla cartolarizzazione di prestiti alle PMI erogati tramite piattaforme peer to peer. La commissione Finanze della Camera ha approvato all'unanimità una risoluzione in cui si chiedeva al Governo di rafforzare i PIR. Il testo della risoluzione impegna il Governo ad assumere tutte le iniziative utili, anche di carattere normativo, per "favorire la canalizzazione del risparmio privato verso il venture capital, prevedendo che, per usufruire dell'agevolazione fiscale sui PIR, sia obbligatorio investire almeno il 3% della soglia di investimento prevista dai PIR, in organismi di investimento collettivo del risparmio quotati che investano prevalentemente in start-up innovative o in piccole e medie imprese innovative". Il Governo dovrà inoltre "allargare l'agevolazione fiscale dei PIR alle quote di fondi di credito e alle obbligazioni emesse a fronte di cartolarizzazioni di crediti erogati a piccole e medie imprese tramite piattaforme peer-to-peer specializzate, gestite peraltro da intermediari soggetti a vigilanza dalla Banca d'Italia".
Il Governo si impegna a rafforzare i PIR

Spiros Vathis, Flickr, Creative Commons
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