I temi d'investimento del 2021, secondo gli asset manager

investimento 2021, I temi d'investimento del 2021, secondo gli asset manager
Foto Chris Potter, Flickr, Creative Commons

Finanza sostenibile, mercati emergenti e titoli ciclici. Ma anche tassi di interesse a zero e divergenze tra i Paesi, inasprite dalla pandemia. Il nuovo anno potrebbe (e dovrebbe) essere un anno di svolta per gli investimenti, almeno secondo gli esperti. Ma quali saranno i temi d’investimento più rilevanti per il settore dell’asset management? Abbiamo rivolto questa domanda a diverse case di gestione italiana. E abbiamo ricevuto risposte interessanti, che meritano di essere approfondite. Cominciamo la nostra serie con Anima SGR ed Eurizon.

“Dopo un 2020 eccezionale su molti fronti, - a partire dall’emergenza sanitaria globale per finire con il crollo dell’attività economica più profondo dal Dopoguerra - nel 2021, il quadro macro globale si presenta costruttivo per le attività rischiose, nonostante l’effetto depressivo di breve periodo sulla crescita economica dovuto alla recrudescenza della pandemia, per molti motivi”, risponde Fabio Fois, responsabile Investment Research & Advisory di Anima SGR. “Per quanto riguarda i mercati azionari e le nostre preferenze a livello settoriale, riteniamo che la prospettiva della ripresa economica possa favorire le aree più cicliche. Abbiamo, quindi, un giudizio positivo sui consumi discrezionali (ed in particolare sui segmenti più colpiti dalla pandemia quali ristorazione, hotel, trasporti); sugli industriali, per via dell’atteso aumento della spesa per investimenti soprattutto nell’ambito dell’automazione; e sul settore europeo dei materiali, supportato dagli investimenti infrastrutturali. Nonostante la view costruttiva sui settori ciclici, adottiamo un approccio di investimento bilanciato nella costruzione dei portafogli. Manteniamo, infatti, una significativa esposizione al settore tecnologico che, pur avendo beneficiato degli effetti del Covid-19 e registrato la miglior performance settoriale del 2020, è sostenuto da trend di sviluppo strutturali e riacquista la leadership di mercato nelle fasi in cui la rotazione verso i ciclici subisce un rallentamento".

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Fabio Fois, responsabile Investment Research di Anima SGR

"Inoltre, trasversalmente ai settori, continuiamo ad avere esposizione ai temi ESG per via dei fattori di crescita sottostanti e della persistente preferenza degli investitori per questa area di investimento. Le attese di recupero dei settori più ciclici vedono favorite le aree geografiche maggiormente esposte a queste tematiche, come l’Europa, sostenuta in particolare da una combinazione di fattori: la risoluzione della questione Brexit; il potenziale di apprezzamento a fronte del superamento, seppur lento, dell’emergenza sanitaria e della riapertura dell’economia; il supporto della BCE; valutazioni significativamente a sconto (circa il 15%) rispetto al  mercato globale e posizionamento degli investitori scarico”. In merito ai mercati obbligazionari e sui titoli governativi dei Paesi sviluppati, Fois si aspetta che la fase di consolidamento continui nel 2021, coi tassi influenzati da due forze contrapposte: “le pressioni rialziste sui tassi innescate dall’evoluzione del quadro macro e gli interventi delle banche centrali per limitare le stesse. Con questo scenario, pertanto, resta fondamentale mantenere un approccio tattico e flessibile: strategie volte a sfruttare il trading-range resteranno la scelta più opportuna

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Andrea Conti, responsabile Macro Research Team, Eurizon

Per Andrea Conti, responsabile Macro Research di Eurizon, il 2021 dovrebbe essere un anno di prosecuzione della ripresa economica. “Nel 2021 il vaccino dovrebbe permettere di contenere il virus in maniera sempre più permanente e favorire una graduale apertura delle economie al loro interno, per poi arrivare, probabilmente nella seconda metà del 2021, a un’apertura tra le economie. In questo contesto gli investitori dovrebbero continuare a trovare conforto nelle attività di rischio, essendo in un contesto economico in ripresa. Il mercato azionario dovrebbe dare buoni risultati, non più sostenuto prevalentemente dall’espansione dei multipli ma anche dagli utili che riprendono a risalire”, dice il manager “Sul fronte obbligazionario i titoli a spread, in particolare quelli dei Paesi emergenti e gli high yield, dovrebbero continuare a essere di interesse per gli investitori alla ricerca di rendimenti che di fatto non ci sono sulle componenti obbligazionarie più sicure. Se, come auspichiamo, continuerà la fase di ripresa economica anche i mercati obbligazionari governativi core, ossia Stati Uniti, Germania e in generale gli emittenti a più alto merito di credito, dovrebbero vedere sulla parte lunga tassi in graduale crescita, quindi curve che progressivamente diventano più ripide, tornando a offrire opportunità d’investimento”.