Il 2021 della gestione passiva: su quali prodotti puntare secondo i provider

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ETF e fondi indicizzati occupano un ruolo sempre maggiore nei portafogli degli investitori privati e istituzionali. Vediamo dunque quali sono gli strumenti su cui orientarsi secondo la view degli emittenti. Le indicazioni sono tanto per la parte core quanto per quella satellite. Spiccano nel complesso l’indicazione geografica relativa all’Asia e l’attenzione all’obbligazionario e alla sostenibilità.

Anche Europa fra le scelte dei provider. Questo il focus di Amundi, con Vincenzo Sagone, head of ETF, Indexing & Smart Beta della società, che indica il Amundi Index Euro AGG Corporate SRI UCITS ETF DR. “Questo ETF consente agli investitori di beneficiare di un’esposizione alle obbligazioni corporate Investment Grade della zona Euro, escludendo le aziende coinvolte in alcolici, tabacco, gioco d’azzardo, armi militari, energia nucleare, intrattenimento per adulti, armi da fuoco civili, organismi geneticamente modificati, sabbie bituminose e carbone termico. Con un patrimonio di oltre 1,9 miliardi di euro e spese correnti di solo 0,16%, si tratta di un ETF particolarmente efficiente per gli investitori alla ricerca di rendimento sul mercato del credito Euro.  Riteniamo che il credito Euro possa infatti essere favorito nel 2021, grazie al supporto dei programmi CSPP e PEPP, a livelli di leva finanziaria inferiori rispetto alle controparti statunitensi e la resistenza di questi titoli ai picchi di volatilità a breve termine”, spiega Sagone.

Luca Giorgi Notizia

Anche BlackRock punta sul Vecchio Continente ma sul versante equity con l’ETF iShares MSCI Europe SRI. “In seguito al rinnovato interesse verso il mercato azionario europeo che ha segnato le ultime settimane del 2020, molti investitori si sono interrogati su come sia possibile investirvi in maniera sostenibile. Questo ETF rappresenta un prodotto azionario europeo con un vasto insieme di screening di esclusione, combinato con un approccio ESG best-in-class, che seleziona solo il miglior 25% all’interno di ciascun settore e guarda alle società europee più virtuose da un punto di vista ESG senza sacrificare i rendimenti”, afferma Luca Giorgi, head of iShares & Wealth di BlackRock Italia.

Scelta interamente dedicata alla sostenibilità per Sabrina Principi, head of Business Development ETF& Index Solutions di BNP Paribas Asset Management. “Dopo aver lanciato nella primavera del 2019 un ETF sul tema dell’economia circolare, con l’obiettivo di limitare lo spreco delle risorse e la produzione di rifiuti, BNP Paribas Asset Management guarda oggi all’economia blu con il lancio del suo primo ETF-UCITS collegato all’indice ECPI Global ESG Blue Economy”, dichiara Principi, introducendo il BNP Paribas Easy ECPI Global ESG Blue Economy UCITS ETF. “Questo tema risponde in particolare all’obiettivo di sviluppo sostenibile numero 14 dell’ONU. Mentre il nostro pianeta continua a battere record di temperature elevate, la preoccupazione per gli oceani e le loro risorse è più che mai cruciale. E per una buona ragione: gli oceani assorbono più del 90% dell’eccesso di calore derivante dalle attività umane, producono il 50% dell’ossigeno che respiriamo e assorbono un quarto delle emissioni di CO2 mondiali. In tal senso, ogni essere vivente che popola gli oceani svolge un ruolo prezioso in questo fragile ecosistema. Ma non è tutto: gli oceani contribuiscono a nutrire l’umanità e partecipano appieno all’economia mondiale. Secondo le stime dell’OCSE, il contribuito annuo degli oceani al PIL mondiale si aggira attualmente sui 1.500 miliardi di dollari e dovrebbe raddoppiare raggiungendo i 3.000 miliardi nel 2030”, aggiunge l’esperta.

Frank Di Crocco Notizia

Sguardo rivolto al Sol Levante per la divisione Asset Management di Credit Suisse che nell’universo dei fondi passivi evidenzia il CSIF (Lux) Equity Japan ESG Blue.  “L’approccio di questo fondo (metodologia MSCI ESG Leaders), prevede due passaggi: dapprima l’esclusione dei titoli legati a business non etici (alcol, tabacco, armi,..) e, successivamente, la selezione del miglior 50% delle aziende secondo il rating di sostenibilità assegnato da MSCI”, analizza Frank Di Crocco, responsabile Distribuzione Retail Asset Management Italy della società. “Questo filtro ESG”, entra nel dettaglio, “risulta particolarmente efficace nel discernere tra i complessi industriali più o meno sostenibili”. “Inoltre, è riuscito a incrementare il profilo rischio-rendimento in un’area geografica dove circa due terzi dei gestori attivi fanno peggio del benchmark. Negli ultimi 10 anni, l’indice MSCI Japan ESG Leaders è stato in grado di registrare rendimenti annuali di circa mezzo punto percentuale sistematicamente al di sopra del benchmark a capitalizzazione di mercato, a fronte di una tracking error intorno a 1,5% e di un rischio comparabile. Anche considerando l’impatto del filtro ESG sui drawdown, ridotti di circa mezzo punto percentuale, non sorprende vedere sempre più clienti istituzionali scegliere il CSIF (Lux) Equity Japan ESG Blue come core building block per il proprio portafoglio”, completa il manager.

Michele Quinto Notizia

Si resta in Asia ma con focus sulla Cina con Franklin Templeton. “La pandemia ha rafforzato tre realtà chiave nei mercati emergenti. In primo luogo, la maggiore resilienza istituzionale in questi paesi. In secondo luogo, la crescita dei consumi e della tecnologia, che si traduce in economie più diversificate. In terzo luogo, la crescente innovazione e la capacità delle aziende di sorpassare i concorrenti dei paesi sviluppati”, commenta Michele Quinto, country head e branch manager per l’Italia della casa di gestione. “La Cina è tra i Paesi che riteniamo maggiormente beneficeranno di questi trend. Per rendere più accessibile questo paese abbiamo sviluppato nella nostra offerta ETF il Franklin FTSE China UCITS ETF che con un TER di 0,19% consente di prendere esposizione al 90% della capitalizzazione di mercato del paese includendo più di mille società ad alta e media capitalizzazione. Un’ampia diversificazione anche tra le diverse tipologie di azioni, l’indice replicato, il FTSE China 30/18 include, infatti, oltre alle classiche H shares, P chips, red chips, P e N shares anche, con una percentuale intorno al 16%, le A shares (aziende cinesi quotate a Shanghai e Shenzhen). Basso costo che non significa rinunciare alla solidità del prodotto: l’ETF è fisico (come tutta la nostra offerta in ETF) e replica un indice realizzato da FTSE, uno dei più grandi index provider a livello mondiale”, aggiunge.

Vincenzo Saccente Notizia

Tutta incentrata sulla sostenibilità e in particolare sul cambiamento climatico l’indicazione di Lyxor ETF. “Gli investimenti sostenibili sono al centro dell’azione dell’UE, che sta dedicando particolare attenzione alla questione della transizione climatica. Le politiche volte a contrastare i cambiamenti climatici stanno accelerando una presa di coscienza generalizzata sulla necessità di riorientare i capitali verso soluzioni di investimento in grado di ridurre l’impronta di carbonio dei portafogli”. Alla descrizione del contesto d’investimento offerta da Vincenzo Saccente, head of Sales in Italia della società, segue una valutazione sull’apporto che può arrivare dagli ETF provider. “Gli emittenti possono ricoprire un ruolo fondamentale, canalizzando i flussi verso prodotti semplici e trasparenti, in linea con i requisiti della nuova regolamentazione. Per questo motivo la nostra scelta per l’asset class azionaria ricade sull’innovativo Lyxor S&P Eurozone Paris-Aligned Climate (EU PAB) (DR) UCITS ETF. Lyxor è stato il primo emittente di ETF a quotare un intero ecosistema di prodotti in linea con gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi. Questo ETF replica il nuovo benchmark climatico “Paris-Aligned” (“PAB”) dell’UE, e il suo obiettivo di investimento è compatibile con lo scenario più ambizioso definito dal Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici. L’ETF mira a contenere l’aumento medio globale della temperatura entro 1,5°C”.

Alessandro Gandolfi Notizia

La storica expertise di PIMCO in ambito obbligazionario declinata in chiave passiva porta Alessandro Gandolfi, managing director e head of Italy di PIMCO Europe, a sottolineare l’opportunità di investimento rappresentata dal PIMCO Euro Low Duration Corporate Bond UCITS ETF. “Un  ETF sul credito a gestione attiva che sfrutta la ricerca indipendente e bottom-up sul credito di PIMCO e un team globale di oltre 75 analisti. È focalizzato sulle obbligazioni societarie a breve scadenza denominate in euro ed è pensato per gli investitori che cercano un’esposizione creditizia con una minore sensibilità al rischio di tasso d’interesse rispetto a un tradizionale fondo di credito a piena scadenza. Le curve degli spread europei sono generalmente piatte al momento, il che rende il fondo una fonte relativamente attraente di reddito di alta qualità con un livello relativamente basso di vulnerabilità a un contesto di tassi crescenti”, dichiara Gandolfi.

“I driver di crescita del segmento degli investimenti passivi sono molto chiari: innovazione delle soluzioni proposte (e quindi dei benchmark replicati) e attenzione crescente all’ESG, con particolare attenzione al fixed income”, afferma Francesco Branda, head of Passive & ETF Specialist Sales Italy, UBS Asset Management. “In UBS AM”, spiega, “il compendio perfetto di questi elementi è dato dall’UBS ETF J.P. Morgan USD EM IG ESG Diversified Bond UCITS, l’unico ETF quotato su Borsa Italiana che permette di investire sull’obbligazionario dei Paesi Emergenti Investment Grade con filtro ESG”. “Lo strumento”, prosegue Branda, “offre esposizione a bond sovrani, quasi-sovrani e societari dei Paesi Emergenti di alta qualità denominati in dollari ed è disponibile anche nella versione con copertura del rischio valutario. In poco più di un anno ha raggiunto i 630 milioni di dollari di AuM, in particolare grazie all’interesse di assicurazioni (particolarmente sensibili alle tematiche di assorbimento di capitale) e fondi pensione, attenti agli investimenti sostenibili”.

Simone Rosti Notizia

Punta all’ampiezza dell’esposizione al comparto obbligazionario Vanguard con il Vanguard Global Aggregate Bond Ucits ETF. “Offre l’accesso a un universo di oltre 20.000 obbligazioni investment grade, emesse da governi, società e agenzie, sia nei mercati sviluppati sia in quelli emergenti”, spiega Simone Rosti, responsabile di Vanguard per l’Italia relativamente al prodotto. “Gli investitori sono spesso tentati di investire a livello domestico quando si tratta di reddito fisso, in gran parte per ragioni di migliore conoscenza del mercato. Tuttavia, un’elevata diversificazione nell’allocazione obbligazionaria globale può effettivamente ridurre il rischio del portafoglio a reddito fisso”, conclude.