Il private equity secondario esce dall’ombra

Tavola rotonda PE secondario. Foto Enrico Frascati per FundsPeople
Tavola rotonda PE secondario. Foto Enrico Frascati per FundsPeople

In un contesto, per i private market, ancora caratterizzato da exit rallentate, tassi d’interesse elevati e persistenti vincoli di liquidità, il private equity secondario ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle strategie degli investitori istituzionali. Secondo Preqin, il 2024 ha segnato un nuovo massimo per le transazioni sul secondario, confermandone il profilo come uno dei segmenti più dinamici e resilienti dell’universo del private equity. Una tendenza che prosegue nel 2025, sostenuta dall’esigenza degli investitori di gestire in modo più attivo durata, liquidità e costruzione dei portafogli, in una fase in cui le distribuzioni dei fondi primari restano disomogenee e la J-curve continua a rappresentare un tema rilevante. In Europa, questo slancio è ulteriormente rafforzato da un quadro macroeconomico in graduale miglioramento e da un contesto regolamentare più favorevole all’innovazione nei mercati privati. L’entrata in vigore del regime ELTIF 2.0 ha ampliato la flessibilità nella costruzione dei portafogli e nelle modalità di liquidità, aprendo la strada a strutture semi-liquide ed evergreen che possono integrare in modo più efficiente strategie di private equity secondario. FundsPeople ha raccolto le opinioni dei fund selector attivi nel segmento in occasione dell’Investor Perspective Breakfast dedicata al private equity secondario.

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