Il processo di selezione ESG nei portafogli di Euromobiliare

Alessandro Angelini
Alessandro Angelini (foto ceduta)

Dopo un avvio di 2020 positivo, che proseguiva il buon momentum del 2019, la notizia dell’espandersi della pandemia ha messo alla prova i processi decisionali di qualsiasi investitore. “In momenti di mercato estremi, la disciplina e il rispetto dei processi di investimento rappresentano la strada più efficace per gestire la volatilità”, spiega Alessandro Angelini, portfolio manager Euromobiliare Advisory SIM. “Le principali linee di gestione della società sono state gestite in modo attivo e flessibile andando a modificare il peso delle principali asset class in funzione dello scenario centrale che di volta in volta veniva ipotizzato, nel pieno rispetto del processo di investimento”.

Con l’annuncio di un vaccino contro il Covid-19 a inizio novembre, i mercati hanno visto una rotazione di stili azionari importante: “sulle linee abbiamo quindi inserito esposizioni a componenti più value. Accanto alla gestione flessibile e dinamica della parte azionaria, sulle linee si è puntato costantemente a garantire una robustezza di portafoglio perseguita con l’inserimento di investimenti diversificanti, come obbligazioni governative core, esposizioni valutarie a dollaro, yen e valute dei Paesi nordici europei, oro, che venivano di volta in volta inserite data la loro stabile correlazione negativa con le asset classes più rischiose e in grado di proteggere i portafogli nelle fasi maggiormente volatili”, spiega Angelini.

Scenari futuri

Nel primo trimestre, il mercato ha iniziato a scontare gli impatti su crescita e inflazione delle politiche di stimolo fiscale e monetario con il conseguente impatto sui tassi reali e sui tassi nominali. “In contesti di questo tipo, si assiste tipicamente ad una rotazione fattoriale a favore di value e ciclici, a discapito del fattore growth che soffre inevitabilmente di valutazioni elevate e del conseguente aumento del fattore di sconto sugli utili, con impatto sui settori: banche, industriali ed energetici sono i principali beneficiari di un contesto reflazionistico a discapito del settore tecnologico. Discorso molto simile per le aree geografiche: in un contesto come quello appena descritto, il mercato europeo tende a sovra performare il mercato americano”, spiega Angelini.

A prescindere dalle scelte relative, lo scenario che si sta delineando ha un impatto sull’atteggiamento in generale verso l’azionario: “naturale pensare che mercati con queste caratteristiche finiscano per premiare portafogli che sovra pesano l’azionario a discapito della duration”, aggiunge il gestore. “Tuttavia dopo il primo trimestre, in coincidenza con la stagione degli utili, resta importante per un investitore determinare quanto il mercato abbia già scontato all’interno del rialzo dei rendimenti la crescita dell’inflazione e l’impatto positivo sulla crescita delle misure adottate e dell’accelerazione del piano vaccinale in Europa. In tal senso, è possibile attendersi un prosieguo nel rialzo dei rendimenti con un profilo più lento di quanto osservato a febbraio, rialzo che dovrebbe impattare in misura meno rilevante la rotazione settoriale: dopo una prima parte di anno che ha favorito un posizionamento pro-value, riteniamo che in questa fase un portafoglio più equilibrato tra value, quality e growth sia più adatto ad un contesto che resta, comunque, costruttivo per l’azionario”.

Screening ESG all’interno dei portafogli

“Quello che è stato accelerato nel corso del 2020, che può essere definito come cambiamento core all’interno dei portafogli, riguarda il progetto di transizione ESG, sia attinente ai processi aziendali nel suo complesso, sia attinente ai processi di investimento in senso specifico con l’obiettivo di sviluppare ed incrementare investimenti responsabili e creare sia competenze specifiche sia consapevolezza SRI ad ogni livello aziendale e su tutte le strutture”, spiega Angelini. “Il progetto messo in piedi è partito da una definizione univoca di sostenibilità per poi arrivare ad impattare gli aspetti organizzativi, come la creazione di tavoli di lavoro permanenti. Con specifico riferimento all’attività di portafoglio, ci si è focalizzati sulla scelta di data provider ESG, sulla creazione di un regime di esclusione in prima battuta e sulla costruzione di uno score interno condiviso su titoli e fondi. Sulla parte titoli sono state identificate un primo set di esclusioni e per le analisi verranno utilizzati dati di provider: escludiamo, in questa prima fase, gli strumenti con sottostanti derivati alimentari e gli emittenti con violazioni nell’ambito dei diritti umani e del lavoro minorile”. Il manager prosegue: “per la parte OICR-ETF utilizzeremo dati di provider di analisi a cui affiancheremo un processo di analisi interno, attraverso l’utilizzo di un DDQ, che concorrerà a formare lo scoring esg proprietario dell’area Wealth del gruppo. Il prossimo passo, su cui stiamo lavorando, riguarda la necessità di integrare le valutazioni ESG con quelle finanziarie. Chiaramente, questi fondamentali sviluppi hanno un impatto molto importante sulla struttura core dei nostri portafogli”.