Dopo alcuni anni febbrili, il petrolio ha cominciato (o meglio ha proseguito) il 2018 con un rally che ha spinto il prezzo del WTI (riferimento in USA) a circa 65 dollari al barile, ai massi da oltre quattro anni. La causa principale della gallopante crescita dei prezzi negli ultimi mesi riguarda certamente l’accordo tra l’OPEC e alcuni Paesi membri – Russia in primis – per ridurre la produzione, accordo che si estederà fino a fine 2018. Le quotazioni del petrolio hanno ricevuto sostegno dalle parole del ministro dell'energia saudita Khalid al-Falih, che assicurano il mantenimento del consenso dei Paesi OPEC: “avvicinandoci al riequilibrio del mercato verso la fine del 2018 abbiamo bisogno di estendere la cornice anche se non necessariamente i livelli di produzione”.
Il rally del petrolio? Attenzione ai fondamentali

foto: autor Sr
Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.