Il giorno prima dell’assemblea degli azionisti di Azimut Holding, è arrivato da Bankitalia l’ok alla scissione con incorporazione di Azimut Consulenza SIM in Azimut Capital Management SGR. Una decisione attesa da oltre un anno, quando il CdA del gruppo aveva deliberato l’integrazione tra produzione e distribuzione per razionalizzare gli assetti societari e sottrarsi all’applicazione della direttiva CrdIV, “con la conseguente liberazione di gran parte del patrimonio”, dice un analista che preferisce non essere citato. L’assemblea degli azionisti, poi, ha approvato il bilancio 2015: un utile netto consolidato di 247,4 milioni, in forte crescita rispetto ai 92,1 milioni nel 2014, approvazione della distribuzione di un dividendo di 1,5 euro per azione (0,78 euro nel 2014), di cui 0,5 euro corrisposti con stacco cedola il 23 maggio e il restante euro entro 30 giorni dalla cancellazione del gruppo Azimut dall’albo delle SIM. A questo riguardo l’assemblea si è espressa favorevolmente sull’opportunità di proseguire nella valutazione dell’ipotizzato progetto di trasferimento della sede legale della società all’estero “laddove non arrivi nelle prossime due, tre settimane”, precisa la società, “l’ultima parte del nulla osta al processo di riorganizzazione societaria volto a escludere Azimut dall’applicazione della direttiva Crd IV”.
In attesa del varo di Azimut Capital Management SGR, ecco come cambia la governance

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