L’India resta uno dei mercati più interessanti al mondo per gli investitori di lungo periodo. Lo conferma Colin Croft, gestore del fondo Jupiter India Select di Jupiter AM, con Rating FundsPeople, che in un incontro con la stampa ha analizzato le occasioni d’investimento nell’economia indiana, le implicazioni delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e le ragioni per cui i fondamentali macroeconomici del Paese restano solidi.
“L’India è una delle poche grandi economie in grado di crescere oltre il 6% per i prossimi decenni”, esordisce Croft. Una combinazione di demografia favorevole, costi del lavoro competitivi, bassi livelli di debito e buona governance posiziona il Paese come destinazione privilegiata rispetto ad altri mercati emergenti.
Tensioni commerciali e migratorie: impatto minimo
Le esportazioni di beni dagli Stati Uniti verso l’India rappresentano poco più del 2% del PIL indiano, quindi l’effetto dei dazi è molto più contenuto di quanto lascino intendere i titoli dei giornali. Inoltre, molte tra le esportazioni più rilevanti, come i prodotti farmaceutici generici o gli iPhone assemblati in India, sono escluse dai dazi.
“L’impatto totale del dazio recentemente imposto dagli Stati Uniti all’India è stimato tra lo 0,3% e lo 0,6% del PIL”, spiega Croft. È probabile che gran parte di questo effetto venga compensata dalle misure di stimolo e dalle riforme interne recentemente introdotte dal governo indiano. Di conseguenza, si prevede che l’India continuerà a registrare una crescita del PIL superiore al 6% nell’anno in corso.
Per quanto riguarda i cambiamenti nei visti H-1B, Croft mantiene una visione equilibrata: “L’impatto sui profitti delle società IT indiane sarà limitato, nell’ordine di una sola cifra percentuale, nel breve periodo. In uno o due anni, l’effetto sarà compensato da aumenti di prezzo e da una maggiore assunzione al di fuori degli Stati Uniti”. Per questo motivo, la strategia del fondo prevede una sottoponderazione deliberata del settore IT orientato all’export, a favore di società focalizzate sul mercato interno, che beneficiano maggiormente della crescita domestica.
Valutazioni più interessanti dopo la correzione
Le valutazioni dell’azionario indiano risultano oggi più attraenti rispetto all’anno scorso. Mentre gli utili sono aumentati, i prezzi complessivi delle azioni sono leggermente diminuiti, poiché gli investitori internazionali hanno spostato la loro attenzione su altri mercati.
Croft continua a trovare interessanti occasioni nei settori della sanità e dei beni di consumo di base, che beneficiano direttamente del ritmo sostenuto di crescita del PIL indiano. Si tratta di segmenti difensivi e legati alla domanda interna, con un profilo rischio-rendimento interessante nel contesto attuale.
Stock picking e coerenza: le chiavi della performance
Jupiter India Select ha superato il proprio indice di riferimento nei primi nove mesi dell’anno di circa 7 punti percentuali, grazie soprattutto a un’attenta selezione dei titoli. Molte delle prime dieci posizioni in portafoglio hanno generato rendimenti elevati, tra il 18% e l’88% in dollari USA, in un periodo in cui l’indice è sceso del 2%.
Questo risultato riflette la filosofia di gestione di Croft: un approccio a bassa rotazione, con l’obiettivo di selezionare le aziende giuste e mantenerle a lungo. Quest’anno sono stati effettuati solo piccoli aggiustamenti al portafoglio, evitando di reagire alle fluttuazioni delle trattative commerciali con gli Stati Uniti, per mantenere un posizionamento coerente.
“Preferisco mantenere la nostra esposizione su società con valutazioni ragionevoli e centratura domestica”, sottolinea Croft. Questa disciplina è stata premiata anche dalla decisione di sottoponderare le grandi società IT, che finora hanno registrato rendimenti negativi a doppia cifra. Il fondo mantiene invece una sovrapponderazione nei beni di consumo di base e nella sanità, e una sottoponderazione nei servizi IT e nei materiali.
Prospettive positive per i prossimi 12-18 mesi
Croft conserva una visione positiva sull’azionario indiano nei prossimi 12-18 mesi. Le valutazioni si sono fatte più interessanti nell’ultimo anno, mentre la crescita degli utili sembra destinata ad accelerare nei prossimi trimestri, con l’effetto delle misure di stimolo monetario e fiscale. Le trattative commerciali non hanno un peso rilevante sulla composizione del portafoglio né sull’approccio di investimento. “Un allentamento della politica monetaria globale sarebbe probabilmente positivo per i mercati azionari mondiali, inclusa l’India”, afferma Croft.
L’India nel contesto globale: vantaggi competitivi unici
Rispetto ad altri mercati emergenti, l’India offre vantaggi competitivi distintivi: è una democrazia con stato di diritto, un’economia diversificata, non dipendente dalle materie prime né fortemente esposta al commercio estero.
Inoltre, può contare su una solida e crescente base di investitori domestici, sufficiente a compensare i deflussi degli investitori stranieri. Dall’inizio dell’anno, gli investitori locali hanno immesso oltre 60 miliardi di dollari nei mercati azionari indiani, a fronte di circa 15 miliardi di dollari di deflussi da parte degli investitori esteri.
“Se gli investitori internazionali decidessero di realizzare i profitti ottenuti in altri mercati asiatici, che hanno performato bene quest’anno, e di riallocarli in India, ciò potrebbe innescare un significativo rialzo dei prezzi”, conclude Croft. Con una combinazione di solidi fondamentali macroeconomici, valutazioni interessanti e un sostegno interno costante, l’India si conferma uno dei mercati emergenti più promettenti per l’investimento di lungo periodo.

