Intelligenza artificiale: cambiano i pesi nei portafogli, ma molte delle ricadute finanziarie future sono ancora da decifrare

Furio Pietribiasi (MIFL), Filippo Casagrande (Generali IM), Alberto Zorzi (Arca Fondi)
Furio Pietribiasi (MIFL), Filippo Casagrande (Generali IM), Alberto Zorzi (Arca Fondi)

“La corsa all’intelligenza artificiale è tutt’altro che finita”. Con questa affermazione, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha commentato il lancio di InvestAI, l’iniziativa con cui l’UE intende stimolare investimenti nel settore per 200 miliardi di euro, incluso un nuovo fondo europeo di 20 miliardi “per gigafabbriche di IA”. Il progetto, presentato nel corso del vertice sull’intelligenza artificiale che si è tenuto il 10 e l’11 febbraio scorsi a Parigi, ha l’obiettivo di “consentire lo sviluppo aperto e collaborativo dei modelli di IA più complessi” per rendere l'Europa “un continente dell'IA”. “Troppo spesso sento dire che l'Europa è in ritardo nella corsa mentre gli Stati Uniti e la Cina sono già in vantaggio. Non sono d'accordo”, ha detto von der Leyen. L’iniziativa si inserisce, infatti, in uno scenario di “fuga in avanti” dei vari blocchi geografici, con gli Stati Uniti che dettano il ritmo, insidiati soprattutto dai Paesi asiatici (Cina in testa). Un assaggio chiaro della difficoltà della competizione è arrivato a fine gennaio con l'emergere di DeepSeek, la startup cinese che ha rivoluzionato l'efficienza dei modelli di IA sfidando l’architettura di OpenAI, azienda sviluppatrice del software di intelligenza artificiale ChatGPT. Le notizie sulle aziende del settore si rincorrono a cadenza quotidiana. E questo ha un impatto sul mercato, sui titoli dei player che vi operano, sulle scelte di portafoglio delle società. Per questo motivo FundsPeople ha deciso di confrontarsi con alcune società di gestione italiane, per capire quale sarà il peso di questi nomi nei portafogli futuri, e quali gli sviluppi attesi (anche quelli “collaterali”). Emerge una visione alta, che comprende non soltanto e non necessariamente le sole aziende dell’intelligenza artificiale, ma quante ne usufruiranno per lo sviluppo del proprio business o quante vi sono già entrate e vi entreranno per definire il contesto al cui interno tali società possono prosperare (vedi la fornitura di energia per i data center).

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