Da un lato i gestori di private equity siedono, a livello globale, su oltre 2mila miliardi di dollari da investire al 31 marzo 2025, stando ai dati di S&P. Dall’altro la borsa, con il suo bacino di imprese “pescabili” ampio e in un certo senso più facili da agganciare grazie a valutazioni non sempre in linea con i fondamentali, offre all’industria un terreno sempre più interessante. Ulteriore elemento: se prima la quotazione era una strada quasi scontata per un’impresa che voleva crescere, adesso gli imprenditori sono molto più orientati ad altre forme di vendita anche più flessibile di tutta o parte della loro azienda, comprese quelle a un partner finanziario.
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