Da poco più di un anno gli asset manager hanno un nuovo mercato in cui distribuire i propri fondi. Infatti da settembre dell'anno scorso Israele ha aperto le sue porte ai fondi stranieri (UCITS e US 1940 Act). “Sebbene il mercato israeliano sembri muoversi ancora in sordina, il suo appeal è grande”, spiegano Luca Bruni (Initio S.A.) e Namir Yeroham (Fundsquare). Nonostante i ritardi e i freni iniziali, il mercato israeliano rimane solido e con tutti gli indici in crescita. I criteri per l’ingresso di società straniere sono molto stringenti e gli alti costi di registrazione dei fondi rappresentano un’elevata barriera all’entrata. “Israele non si posiziona come un mercato aperto a tutti i gestori, ma solo a quelli di una certa dimensione, con un business stabile e consolidato da oramai diversi anni, che intendono sviluppare una strategia di medio/lungo termine e possono quindi sostenere i costi - comunque significativi rispetto ai parametri europei a cui siamo normalmente abituati - per la registrazione e l’ingresso”.
Israele, un mercato dal gran appeal

Dennis Jarvis, Flickr, Creative Commons
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