Gli asset manager dovranno adattare processi e strategie di prodotto per imparare a vivere in un mondo caratterizzato da una liquidità più scarsa e più costosa anche a seguito di una regolamentazione più stringente, dopo la crisi del 2008. Dallo studio elaborato da Morgan Stanley e dalla società di consulenza Oliver Wyman, emerge che attualmente la pressione sui costi per reagire a questo nuovo scenario sia di circa il 3%. “Il Qe e gli esperimenti di tassi negativi stanno inasprendo gli effetti della presenza di una liquidità più bassa sui mercati”, si legge nel report. E “temiamo che le banche centrali abbiano sottostimato gli effetti dei tassi ultra bassi e sotto lo zero sulla liquidità dei mercati obbligazionari. Una situazione esacerbata dai tassi negativi da una parte aiuta i fondi indicizzati come gli ETF e dall’altra spinge il collocamento di comparti con periodi di sottoscrizione minimi”.
L’ammontare totale dei corporate bond detenuti dalle investment bank è ai minimi storici

foto: autor Gabriele Salvini, Flickr, creative commons
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