Un modo interessante di sentire il polso della crisi dell’euro consiste nell’analisi delle copertine del settimanale The Economist dedicate a quest’argomento, caratterizzate sia da un’efficace sintesi visiva, sia da una capacità critica che supera i confini della Gran Bretagna. Non è un caso che il protagonismo delle turbolenze dell’eurozona sia scemato a partire dall’estate 2012 (con la concessione fatta a Cipro) dopo il celebre intervento del “whatever it takes”.
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