Lo stop nel 2025, dopo la fuoriuscita di nomi “di peso” della finanza internazionale e il rilancio il 25 febbraio del 2026, con oltre 250 asset manager, che hanno aderito alla dichiarazione d’impegno aggiornata. Così, la Net Zero Asset Managers Initiative (NZAM), ha annunciato la riapertura ufficiale dei lavori interrotti nel momento in cui la narrazione della sostenibilità si è configurata come un problema negli ambienti repubblicani statunitensi, e all’azione ESG (proseguita nelle dinamiche) si è sovrapposto un fenomeno cresciuto negli ultimi anni: quello del greenhushing. Lanciata a dicembre 2020, la piattaforma è rivolta ad asset manager internazionali impegnati a sostenere l’obiettivo net-zero entro il 2050, ed è coordinata dai Principi per l’investimento responsabile (PRI) delle Nazioni unite, dall’Institutional Investors Group on Climate Change (Iigcc), dall’Asia Investor Group on Climate Change (Aigcc), dall’Investor Group on Climate Change, da CDP (ex Carbon Disclosure Project) e dalla non profit Ceres. Con il rilancio, come detto, i sottoscrittori sono 250, tuttavia non è stato indicato un riferimento in merito agli asset in gestione, che prima dell’interruzione si quantificavano in circa 57 mila miliardi di dollari.
La Net Zero Asset Managers Initiative riparte dopo lo stop: 250 AM firmano il nuovo impegno

Zichao Zhang, Unsplash
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