La nuova opzione ESG del Jupiter Dynamic Bond

, La nuova opzione ESG del Jupiter Dynamic Bond
Ariel Bezalel, immagine concessa, Jupiter AM

Il gestore del fondo Jupiter Dynamic Bond, uno dei 16 fondi in Italia con Rating FundsPeople+ 2022, ha deciso di fornire ai propri clienti un’opzione in più. Più specificamente, la possibilità di investire in un fondo sostenuto da una comprovata capacità di gestione, ma classificato come Articolo 8 in base alla SFDR. La nuova versione del fondo lanciata lo scorso febbraio si assume quindi un impegno maggiore e un ruolo più attivo nel supportare le aziende investite nel percorso verso la neutralità delle emissioni di carbonio nei prossimi decenni. "Abbiamo sentito che era la cosa giusta da fare, per aiutare le aziende nella transizione verso il net zero", afferma il gestore di Jupiter AM Ariel Bezalel in un'intervista rilasciata a FundsPeople.

Il Jupiter Dynamic Bond ESG è lo strumento che canalizza la visione ‘verde’ del team di Bezalel, nonostante il suo fratello maggiore fosse già ben consapevole della rilevanza dei fattori ESG. "La G di ESG è sempre stata una parte molto importante del nostro processo di investimento. Così come l'interazione e il contatto diretto con le aziende. Ora, la componente sociale e ambientale ha acquisito una nuova rilevanza e due ulteriori campi in cui interagiamo per garantire che i governi e le aziende siano sulla strada giusta”, sottolinea Bezalel. “Mantenendo un impegno regolare e monitorando sistematicamente gli indicatori, siamo in grado di avere molta influenza sulle aziende", spiega. Gli oltre otto miliardi di euro di dimensione patrimoniale della versione europea del fondo, sommati agli oltre quattro della versione britannica concedono al team di Ariel Bezalel un’elevata autorevolezza e una vasta capacità influenza positiva: "Se i nostri fondi aggregano il 10% dell'emissione di una società, quella società dovrebbe ascoltarci", afferma Bezalel. 

Escludendo alcuni settori più controversi che non fanno affatto parte del portafoglio, l'obiettivo del fondo non è quello di investire solo nelle aziende o nei Paesi meglio posizionati in termini ESG. "Investiamo se l'emittente è sulla strada giusta. Se con il tempo poi ci accorgiamo che non sta procedendo nella giusta direzione, il nostro fondo ESG cede la posizione". Questo vale per le aziende così come per gli emittenti sovrani. Come spiega il manager, se valutano che "un Paese si sta deteriorando in termini di indicatori di libertà o uguaglianza, per esempio, disinvestiremo”, precisa.

Quanto sono diversi i due fondi?

"Uno degli aspetti più interessanti da osservare è che i due fondi non sono molto diversi tra loro", dice il gestore. Come sottolinea, il loro rendimento è simile, e lo si ottiene catturando un po' più di rendimento nel segmento ad alto rendimento del portafoglio. Anche la duration è analoga, così come il profilo delle scadenze e la spread duration. “Ma ci sono alcune differenze settoriali, come è naturale che sia”, spiega. “Alcune aziende di gaming e dell’energia e alcuni emittenti sovrani si adattano alla versione tradizionale nel fondo ma non alla versione ESG”, evidenzia. Tuttavia, considerando il percorso che la regolamentazione sta prendendo, il manager prevede che i due fondi diventeranno sempre più simili tra loro nel lungo termine.

Sfide di implementazione

"La quantità di risorse di cui abbiamo bisogno è molto significativa", spiega Bezalel. Avere i modelli giusti, un quadro di analisi sovrano proprietario - "che ha richiesto molto tempo per essere implementato" - e la quantità di risorse umane necessarie sono state alcune delle principali sfide nello sviluppo della nuova strategia. Ora che questi obiettivi sono stati raggiunti, il processo di investimento del team prevede, con una cadenza bisettimanale, una riunione del comitato di investimento guidato da Anna Karim, responsabile degli investimenti ESG della casa di gestione. In questi incontri vengono discusse le proposte di investimento e si cerca di capire se si adattano alla versione ESG. "La quantità di tempo e di sforzi richiesti per essere sicuri di fare un buon lavoro è enorme", conclude Ariel Bezalel.