La solidità delle banche depositarie sotto i riflettori

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Il mercato della consulenza finanziaria sta vivendo un periodo di forti cambiamenti, che impatteranno sia sugli addetti ai lavori che direttamente sui clienti risparmiatori. C’è un grande dibattito sulle novità normative che caratterizzeranno i prossimi anni, in particolare sulla nuova direttiva MiFID II che, in una logica di maggiore trasparenza ed ispirandosi ad un principio tutela degli investitori, consentirà anche agli advisor italiani di decidere quale modello di remunerazione adottare per i propri servizi: parcella o provvigioni? Indipendenza oppure legame con la banca o SIM?  Ma c’è un altro tema che tormenterà i risparmiatori più consapevoli nei prossimi mesi ed è quello relativo alla solidità delle proprie banche depositarie. Con la nuova normativa del bail-in, infatti, le Autorità potranno decidere la riduzione del valore di azioni e obbligazioni o la conversione dei bond in azioni, per assorbire eventuali perdite e ricapitalizzare la banca, secondo il principio che chi investe in strumenti più rischiosi debba sostenere prima degli altri le perdite. Ne parliamo con Cesare Armellini, CEO di Consultique e presidente di NAFOP, l’associazione dei consulenti indipendenti e delle società di consulenza. 

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