Lanci di fondi: focus sui mercati privati e soluzioni passive

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Annie Spratt, immagine concessa (Unsplash)

Continuano ad attrarre interesse i mercati asiatici, soprattutto alla luce delle potenzialità della regione in un’ottica di lungo periodo. È in questo contesto che BNP Paribas Asset Management ha lanciato il primo fondo obbligazionario tematico sostenibile sull’Asia. Il BNP Paribas Sustainable Asian Cities Bond, domiciliato in Lussemburgo, offre l'esposizione a una strategia peculiare, sia regionale che tematica, con l'obiettivo di cogliere le opportunità di crescita pluridecennale legate ad un'urbanizzazione sostenibile in Asia.

Si tratta della prima strategia incentrata sul reddito fisso asiatico nel mercato classificato come Articolo 9 ai sensi della SFDR. "Il fondo si concentra su un'area geografica (Giappone escluso) che sta registrando una forte crescita nell'emissione di obbligazioni qualificate come sostenibili, contribuendo alla promozione di città sostenibili per affrontare le sfide di una maggiore urbanizzazione, dell’impatto del cambiamento climatico e di una crescita inclusiva", spiegano dalla casa di gestione.

OFI AM ha lanciato il fondo OFI Financial Investment Energy Strategic Metals. La nuova strategia punta a offrire agli investitori un’esposizione all’inflazione prevista per i prezzi dei metalli in un contesto di domanda in accelerazione, spinta, a sua volta, dalla necessita di trasformare i modelli di investimento verso attività sostenibili.

Si tratta di un fondo SICAV certificato AMF di diritto francese, offre esposizione ai metalli non investendo direttamente in asset reali, ma replicando sinteticamente un indice sviluppato dai gestori degli investimenti e quotato indipendentemente da Solactive. L’indice riflette i prezzi dei principali metalli utilizzati per scopi industriali: rame, argento, nichel, palladio, platino, oro, alluminio, zinco e piombo. “I metalli industriali sono utilizzati nelle tecnologie a bassa emissione di carbonio, come la produzione di turbine eoliche, pannelli solari, batterie elettriche e relative infrastrutture nei settori dell’energia, dei trasporti, dell’edilizia, dei macchinari e delle attrezzature sanitarie, che probabilmente subirà una rivoluzione nei prossimi 10 anni”, avvertono dalla casa di gestione. “Le attuali riserve di metalli industriali avranno difficoltà a tenere il passo con la domanda. I prezzi saliranno inevitabilmente, in particolare per incentivare l’apertura e lo sfruttamento delle miniere necessarie all’approvvigionamento dei metalli. Il mercato dei metalli offre quindi un raro potenziale di rialzo”, spiegano.

Credito

Carmignac ha lanciato il Carmignac Crédit 2027, fondo a scadenza della durata di 5 anni, investito nei diversi segmenti dell’universo del credito. Il prodotto intende realizzare una strategia di detenzione di lungo termine, cosiddetta di carry trade, su emittenti privati o pubblici. La selezione dei titoli è basata sul processo di investimento attuato quotidianamente dal team Credito per individuare gli emittenti da includere nel portafoglio in un’ottica di diversificazione. Carmignac Crédit 2027 è cogestito da Pierre Verlé, responsabile del team Credito, Alexandre Deneuville e Florian Viros, gestori obbligazionari, e beneficia della competenza di Carmignac sui mercati del credito che si è tradotta in ottime performance con i fondi Carmignac Portfolio Crédit e Carmignac Crédit 2025. “Il lancio di Carmignac Crédit 2025 conferma la pertinenza dei fondi a scadenza nell’universo del credito e la fondatezza del nostro processo di investimento su un orizzonte di 5 anni in diverse fasi del mercato”, ha dichiarato Pierre Verlé. “Abbiamo creato questo nuovo fondo in modo che si adatti al contesto inflazionistico e per offrire visibilità agli investitori sui mercati del credito a livello globale”.

Private Markets

BlueOrchard (parte del Gruppo Schroders) ha lanciato una nuova strategia di private equity per favorire l'inclusione. Il BlueOrchard Financial Inclusion Fund mira a promuovere l'accessibilità dei servizi finanziari alle persone a basso reddito e a mettere in contatto con gli investitori milioni di imprenditori nei mercati in via di sviluppo. Il fondo, conforme all'Articolo 9 dell'SFDR, investe in società che operano nei settori della microfinanza, del finanziamento delle PMI, delle (micro)assicurazioni e della tecnologia. "Questo nuovo fondo offre l'opportunità di investire in istituzioni di alta qualità, che abbiamo identificato durante il nostro percorso ventennale verso l’inclusione finanziaria in alcuni dei mercati in più rapida espansione”, ha dichiarato Philipp Mueller, CEO di BlueOrchard. “Questa strategia ci consente di accelerare ulteriormente l'espansione e la digitalizzazione delle principali istituzioni finanziarie, favorendo al contempo l'inclusione di milioni di imprenditori e individui nel sistema finanziario", ha detto.

Real estate

Nuveen Real Estate ha portato a compimento il primo closing della sua quarta strategia di debito nella serie dedicata al debito del real estate commerciale europeo, con impegni iniziali per circa 150 milioni di euro. Diversi investitori istituzionali tedeschi si sono impegnati per il primo closing e a loro si è unita la società madre di Nuveen, TIAA.

La strategia punta a una raccolta di capitale per un valore complessivo di 500 milioni di euro. “Questo lancio rappresenta la prima strategia di debito paneuropea della serie di Nuveen e si basa sul successo dell’implementazione delle strategie di debito nel real estate commerciale a livello regionale”, affermano dalla società di investimenti in real estate. Le tre precedenti strategie della serie sono state focalizzate sul mercato UK. La strategia è stata sviluppata per offrire una soluzione agli investitori istituzionali che vogliono accedere a rendimenti potenziali positivi e resilienti. “Il successo di questo primo closing e l'ampliamento verso una strategia paneuropea segue l’origination di nuovi prestiti per oltre 6,5 miliardi di euro da parte dell’European Debt Team di Nuveen Real Estate, garantiti da un'ampia gamma di asset class, tra cui logistica, residenziale, lifesciences e uffici”, spiegano dalla società.

Soluzioni passive

KraneShares ha reso disponibile alla London Stock Exchange la versione UCITS del KraneShares Electric Vehicles & Future Mobility ESG Screened ETF (Ticker: KARS). Il KARS replica l'indice Bloomberg Electric Vehicles ESG Screened, costruito attraverso un rigoroso processo di identificazione del basket, gestito da Bloomberg Intelligence (BI). Il passivo si concentra sul settore in rapida crescita dei veicoli elettrici e delle tecnologie che plasmano il futuro dei trasporti e della mobilità investendo su società globali quotate, attive nell'intero ecosistema della mobilità futura, tra cui produzione di veicoli elettrici, a guida autonoma, mobilità condivisa, produzione di litio e rame, batterie agli ioni di litio, produzione di celle a idrogeno e infrastrutture elettriche.  “KARS offre un’esposizione geografica diversificata ai leader mondiali nella produzione di veicoli elettrici, in Cina, Europa e Stati Uniti”, ha dichiarato Xiaolin Chen, head of International di KraneShares. “Riteniamo che l'adozione dei veicoli elettrici a livello globale costituirà un'opportunità di investimento secolare”.

Global X ETFs ha lanciato di due nuovi ETF UCITS su Borsa Italiana: il Global X Silver Miners UCITS ETF (SILV) e il Global X Uranium UCITS ETF (URNU). “L’uranio e le aziende che estraggono argento godono di venti favorevoli dal punto di vista della domanda, che potrebbero contribuire a generare rendimenti importanti in un fase di mercato difficile e in cui l’instabilità geopolitica è in aumento,” spiega Morgane Delledonne, head of Investment Strategy Europa di Global X. “Oggi gli investitori stanno cercando di posizionare i loro portafogli per un possibile crollo dei mercati, e i metalli preziosi difensivi come l’argento - e dunque le aziende che lo estraggono - dovrebbero vedere un incremento della domanda in uno scenario in cui il dollaro si indebolisce e i rischi a livello globale continuano ad evolversi”, spiegano da Global X per inquadrare il lancio del Silver Miners UCITS ETF (SILV). Il Global X Uranium UCTIS ETF (URNU) si inserisce invece in un contesto in cui le aziende di tutto il mondo stanno cercando di raggiungere gli obiettivi di emissioni nette zero e in cui l’energia nucleare – di cui l’uranio è una componente chiave – rappresenta una fonte indispensabile per generare energia pulita. “Diversi Paesi, in particolare India e Cina, stanno rapidamente aumentando il numero di impianti nucleari in costruzione”, fanno sapere dal provider di ETF.  

Sempre sul tema dell’uranio e delle società minerarie a esso legate è recentemente sbarcato su Borsa Italiana lo Sprott Uranium Miners UCITS ETF (ticker: U3O8), un nuovo ETF che fornisce agli investitori un’esposizione sul settore dell’energia nucleare. Attualmente il nucleare genera il 10% della fornitura mondiale di elettricità, ma secondo Hector McNeil, co-CEO e co-Founder of HANetf "la doppia crisi, ossia il cambiamento climatico e l’invasione russa dell'Ucraina, mettono in luce il disperato bisogno delle nazioni europee di diversificare il loro approvvigionamento energetico".  

Sempre grazie a HANetf è arrivato su Borsa Italiana anche lo SparkChange Physical Carbon EUA ETC (Ticker: CO2). L’ETP, firmato SparkChange e HANetf, offre agli investitori la possiblità di investire direttamente nelle quote fisiche di carbonio dell'UE, i cosiddetti ‘permessi ad inquinare’ (EUA), Certificati il cui acquisto è reso obbligatorio della Commissione Europea per quegli impianti industriali che superano i limiti di emissioni di carbonio consentite dall’Europa. “Mentre altri fondi seguono il prezzo delle quote degli European Union Allowances utilizzando contratti future e derivati, CO2 è l'unico strumento che replica fisicamente le quote di emissioni di carbonio acquistando e detenendo quote di CO2 in custodia”, spiegano dalla società. “Così facendo, l’industria degli investimenti ha un’incidenza e un ruolo centrale nella lotta al cambiamento climatico, in favore della transizione energetica”, affermano.

Grayscale Investments, grazie alla collaborazione con la piattaforma white-label HANetf, ha quotato su Borsa Italiana il suo primo ETF europeo. Il Grayscale Future of Finance UCITS ETF (ticker: GFOF) offre la possibilità di investire su società operative nel settore della finanza che hanno un’intersezione con la tecnologia e/o gli asset digitali, ossia che stanno costruendo l'economia digitale. Il nuovo prodotto seguirà l'indice Bloomberg Grayscale Future of Finance che comprende aziende che compongono i tre pilastri del "futuro della finanza": Fondazioni finanziarie - asset manager, borse, agenzie di broker e wealth manager coinvolti nella realizzazione dell'economia digitale; società che offrono soluzioni tecnologiche - organizzazioni che forniscono la tecnologia necessaria per facilitare l'economia digitale attraverso l'elaborazione dati e infrastrutture di asset digitali - aziende coinvolte direttamente nell’attività estrattiva, nella gestione dell'energia e più in generale quelle attività che compongono l'ecosistema degli asset digitali.

Invesco ha ampliato l’offerta per gli investitori interessati a un’esposizione alla Cina, lanciando due ETF, uno incentrato sulle società più grandi e l'altro sul segmento mid-cap. L'Invesco S&P China A 300 Swap UCITS ETF mira a replicare la performance di un indice S&P che comprende 300 dei più grandi titoli del mercato A-shares, mentre l'Invesco S&P China A MidCap 500 Swap UCITS ETF replica un indice composto dai 500 titoli più grandi sul mercato. Entrambi gli indici si concentrano solo sulle azioni di società costituite nella Cina continentale e scambiate in Renminbi sulle borse di Shanghai e Shenzhen. A differenza di alcuni benchmark concorrenti, entrambi gli indici rimuovono le società dell'Office of Foreign Assets Control ("OFAC") Sanctions List.

Infine Leverage Shares amplia la gamma di prodotti quotati su Xetra con un secondo listing di 41 ETP a replica fisica. Sale così a 90 il numero totale di prodotti ora disponibili sul listino tedesco. Con questo lancio la società ha ampliato la propria gamma di ETP su indici tematici e settoriali, includendo settori come Oil & Gas, Gold Miners, Clean Energy, le biotecnologie e i titoli finanziari. Di questi 41 ETP, quelli di maggiore rilievo hanno come sottostanti gli ETF ARK, i settori delle biotecnologie e della Clean Energy e singoli titoli come Alibaba.