Le 25 aziende che hanno guidato il rally dei listini mondiali in seguito al COVID

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Waldemar Brandt (Unsplash)

Il 2020 sarà ricordato come l’anno in cui il coronavirus ha cambiato radicalmente il nostro modo di relazionarci, di lavorare e di vivere. L’epidemia da COVID-19 ha causato la più grande recessione globale dalla seconda guerra mondiale, dalla quale il mondo sta cominciando ad uscire grazie alle campagne di vaccinazione, che però stanno procedendo a velocità differenti nelle diverse regioni del pianeta.

Tuttavia, la caduta dell’economia non è corrisposta ad un crollo di simile portata per i mercati azionari. Anzi, è avvenuto l’opposto. La risposta sincronizzata a livello mondiale delle banche centrali e dei governi con politiche monetarie accomodanti e piani di stimolo fiscali senza precedenti ha fatto sì che il 2020 si sia chiuso come un buon anno per la maggior parte delle attività finanziarie. Tanto che, come si può vedere in questo grafico pubblicato dall’asset manager Candriam a inizio anno, sono molte di più le asset class che hanno chiuso l’anno in territorio positivo che in rosso.

Fonte: Candriam

Tuttavia, il quadro non è così roseo come sembra, poiché la dispersione tra i diversi settori e i titoli del mercato ha raggiunto livelli record. La società di consulenza McKinsey ha quantificato questo differenziale. “Lo spread tra i settori migliori e peggiori è passato da 27 punti percentuali a metà marzo a 80 punti percentuali oggi, il più ampio nella storia recente”, si legge in una recente analisi pubblicata in occasione del primo anniversario di COVID.

GRANDE DISPERSIONE

La stessa analisi evidenzia anche la dispersione che si è verificata non solo tra i settori, ma tra le migliaia di aziende quotate sui mercati. E la prova di questo è che gran parte degli aumenti registrati sui mercati azionari è dipesa dall’andamento di sole 25 aziende. La società di consulenza li include in un gruppo che chiama Mega 25. Insieme, queste 25 aziende hanno aggiunto 5,8 trilioni di dollari al loro valore di borsa, con aumenti medi di 231 miliardi di dollari e, come spiega, “dato che il mercato globale ha guadagnato 14 trilioni di dollari negli ultimi 12 mesi, queste 25 aziende rappresentano un enorme 40% dei guadagni totali”, dice. E lo illustra con il seguente grafico.

Fonte: McKinsey

Inoltre, secondo la società di consulenza sottolinea non è una coincidenza che 22 di queste 25 aziende appartengano solo a quattro sotto settori come la tecnologia statunitense, la tecnologia cinese e asiatica, i veicoli elettrici e i semiconduttori. Un segnale concreto di come la crisi del COVID abbia accelerato in modo sostanziale i trend in atto, legati soprattutto alla digitalizzazione della società.