Le politiche delle Banche centrali nel 2020 secondo i fund selector

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Elijah O'Donnell, Unsplash

“A conclusione di un tumultuoso decennio per l’economia mondiale e per i mercati finanziari, le politiche monetarie delle principali banche centrali rappresentano ancora, senza alcun dubbio, il tema principale da tenere sotto osservazione”, spiega Luigi Sottile, head of discretionary portfolio manager di Deutsche Bank Wealth Management Italia. “Circa un decennio fa, le banche centrali hanno intrapreso una politica monetaria non ortodossa che ha reso possibile la ripresa economica statunitense più lunga della storia, ma con l’avvio del 2020 l’effetto marginale di un ulteriore stimolo monetario sembrerebbe non mostrare più la stessa efficacia in merito agli effetti sull’economia reale”.

Un resoconto del 2019

Le politiche espansive delle Banche centrali nel corso del 2019 hanno permesso al mercato di continuare a crescere.  “Il caso più significativo è stato quello americano, in cui abbiamo assistito ad una vera e propria inversione di rotta da parte della Federal Reserve con tre tagli consecutivi del costo del denaro. In Europa, la Banca centrale europea ha tagliato il tasso di deposito e aperto un nuovo programma di quantitative easing a termine indefinito”, spiega Marco Galliani, responsabile Gestioni Patrimoniali di Cassa Centrale Banca. “Nell’ultimo trimestre del 2019, le Banche centrali hanno ricordato che non ci sarà nessuna fretta di limitare il supporto in atto in caso di sorprese negative”. 

Le politiche delle Banche centrali nel 2020 

Secondo Stefano Simonetti, responsabile Gestioni Patrimoniali di Soprarno SGR, nonostante la tregua sul fronte del commercio con la Cina e le aspettative di inflazione in rialzo degli ultimi mesi, è probabile che gli acquisti continueranno nel corso dell’anno e i tassi di riferimento non aumenteranno. “La BCE sta continuando a sostenere la debole crescita europea in attesa che i governi facciano la loro parte. La People’s Bank of China sta sostenendo l’attività economica con una politica monetaria espansiva ma prudente e selettiva, cercando di favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese private ed evitando bolle speculative in particolar modo nel settore immobiliare. La Bank of Japan è in easing costante nel vano tentativo di favorire l’inflazione”, spiega.

Sul fronte americano invece, saranno cruciali le trimestrali dei prossimi 2 trimestri in USA, in quanto se in linea con le attese le azioni potrebbero salire ancora, sia in USA che in Euoropa e Asia. “Le Banche centrali saranno molto meno accomodanti nel 2020, basta guardare i FED FUNDS americani che prezzano un taglio di un quarto al 50% solo in primavera e resta tale fino al 2021. A questo punto non possiamo che non aspettarci più volatilità sui mercati, ma non è detto che si avvii una correzione”, spiega Carlo De Luca, head of Asset Management di Gamma Capital Markets.

“Solo le politiche fiscali in Europa e la rielezione di Trump in USA, congiuntamente con trimestrali in linea e altre fasi dell’accordo USA-Cina possono sostituire le Banche centrali nel loro lavoro di sostenere i mercati azionari e obbligazionari”.