Le soluzioni di Amundi ETF per affrontare un anno di transizione

Vincenzo Sagone, Head of the ETF, Indexing & Smart Beta business unit di Amundi SGR
Vincenzo Sagone, Head of the ETF, Indexing & Smart Beta business unit di Amundi SGR

Un’industria in rapida espansione che a febbraio 2019 contava a livello mondiale oltre 5.000 miliardi di dollari di masse in gestione per 5000 prodotti. Il comparto degli ETF continua la propria crescita globale, raccogliendo nella sola Europa più di 25 miliardi di euro nei primi tre mesi dell’anno in corso con un trend che mostra la preferenza degli investitori del Vecchio Continente per gli strumenti fixed income. Da gennaio a fine marzo i flussi sugli ETF obbligazionari sono, infatti, risultati pari a 17 miliardi mentre sull’equity si sono fermati a 9 miliardi. Leggera flessione per le materie prime che hanno fatto registrare un dato negativo per -0,3 miliardi. “Il 2018”, spiega Vincenzo Sagone,  head of ETF, Indexing & Smart Beta business unit di Amundi SGR, “è stato un anno che a livello europeo ha confermato la tendenza ad un riequilibrio in termini di allocazione tra strumenti passivi azionari, storicamente più ricercati dagli investitori, e strumenti passivi obbligazionari. Nel 2019 gli investitori in ETF si sono spinti oltre, favorendo le esposizioni obbligazionarie”. “In qualità di primo asset manager continentale e nella top-5 nel mercato degli ETF”, aggiunge Sagone, “proseguiamo nell’attività di completamento della nostra gamma ricercando e sviluppando soluzioni in grado di rispondere agli andamenti prospettici dei mercati e all’evoluzione delle esigenze degli investitori”.

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