L'intelligenza artificiale può sostituire un gestore? L'opinione di Arcano

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Viviamo nell'era dei dati. Negli ultimi anni la digitalizzazione si è fatta strada nella società, aumentando non solo il volume e la varietà dei dati in modo esponenziale, ma anche la frequenza con cui vengono prodotti e la moltitudine di fonti possibili. Quasi tutti parlano di Intelligenza Artificiale (AI) e le aziende stanno facendo i relativi sviluppi per non rimanere indietro. Anche nel settore della gestione patrimoniale.

Arcano ha lanciato un progetto pilota in cui sta sviluppando questa tecnologia per il lavoro amministrativo. "Stiamo creando uno strumento di Intelligenza Artificiale per aiutarci con le attività di reporting e così via", spiega Francisco Navas, managing director Venture Capital & Technology di Arcano. Inoltre, Navas prevede che l'intelligenza artificiale "avrà ovviamente un impatto significativo sulla gestione patrimoniale, ad esempio per la progettazione dei portafogli, per raccogliere informazioni e aiutare a prendere decisioni di investimento. Non c'è un’area in cui non avrà un influsso", ha affermato.

Nel corso di una presentazione a cui ha preso parte anche Bjorn Beam, esperto di Geopolitica e Innovazione Tecnologica dell’entità che ha lavorato per anni per la CIA, è emerso che ben due terzi della forza lavoro sono occupati in lavori che saranno influenzati dall'intelligenza artificiale. Inoltre, addirittura un quarto di essi potrebbe essere sostituito dall'intelligenza artificiale generativa.

Tuttavia, questo ingresso nel gioco dell'intelligenza artificiale non deve essere necessariamente negativo: "Questo tipo di tecnologie aumenta la produttività in modo esponenziale. Rendono la forza lavoro più efficiente, l'economia più produttiva e questo surplus viene trasferito in altri settori dove finora non c'era", ha spiegato Navas.

Investimento diversificato

Il loro modo di investire in questo settore è attraverso una massiccia diversificazione. Hanno un fondo di fondi in cui investono non solo nelle tecnologie di frontiera (come chiamano l'AI), ma in tutti i tipi di tecnologie perché, secondo Navas, "c'è un tasso di mortalità molto alto delle aziende in questo settore". La loro strategia si basa sulla diversificazione, investendo in Fintech, AI e molte altre tecnologie.

"Non vogliamo avere un prodotto binario, ma avere un'esposizione alla tecnologia. È il motore del cambiamento e fornirà maggiori rendimenti rispetto ad altri investimenti. Ma non vogliamo mettere tutte le nostre uova in un solo paniere e non vogliamo avere un fondo specializzato in questo", afferma.

La nuova era dell'AI

Sulle enormi potenzialità dell’AI si è espressa anche Paule Ansoleaga Abascal, managing director Italy di Arcano a margine di un recente evento virtuale sul tema riservato agli investitori italiani: “L’intelligenza artificiale sta dando forma al futuro dell’umanità e impatta praticamente ogni settore economico”, spiega la professionista secondo la quale l’AI potrebbe rappresentare uno dei più importanti sviluppi tecnologici di sempre.

“Non è un caso se Bill Gates ha definito quella in cui siamo entrati l’era dell’AI, mettendo l’intelligenza artificiale sullo stesso piano di invenzioni fondamentali come il microprocessore, il PC o internet”, continua Ansoleaga Abascal. “Grazie all’AI cambierà il modo in cui l’uomo lavora, impara, viaggia, usufruisce di servizi medici e comunica. Ci sono ancora dei limiti, ma rappresenta una sfida critica per tutti e nessun settore rimarrà escluso da questo cambiamento, asset management compreso”, conclude.