L’estensione al settore immobiliare dei piani individuali di risparmio è sempre più vicina. La scorsa settimana la Commissione Bilancio del Senato ha respinto gli emendamenti presentati dal M5S e da Mdp che miravano a sopprimere l’art.11 della Legge di Bilancio. Un risultato che vale come riconoscimento al comparto immobiliare dotato di valenza produttiva per l’economia del Paese, e quindi la possibilità di accedere ai benefici fiscali offerti da questo strumento d’investimento. L’iter parlamentare continua ma, secondo gli esperti, ben presto l’idea potrebbe venire approvata. Si tratta di una opzione di assoluto rilievo sia per il settore real estate italiano che, dopo la profonda crisi stenta ancora a ritrovare un punto da cui ripartire, sia per i gestori dei PIR (che potrebbero trovare interessante l'investimento in fondi e partecipazioni immobiliari, ideali per un investimento di medio lungo termine), come spiega Francesco De Astis, responsabile Italian Equity di Eurizon Capital SGR. “L’ampliamento del perimetro dell’universo investibile a nuovi titoli/settori rappresenta di sicuro una buona notizia offrendo la possibilità ai money manager di scegliere tra un maggior numero di equity story. Non resta che attendere lo sviluppo degli eventi per capire l’impatto reale sul comparto, che nelle intenzioni del legislatore non è rivolto solo a premiare gli investitori persone fisiche che investono nelle Pmi italiane, ma anche a spingere un numero crescente di aziende a quotarsi”.
ll real estate si fa spazio nei PIR

foto: Flaunter
Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.