“Il 2020 sui mercati è iniziato con dubbi sulle prospettive economiche e timori per le tensioni geopolitiche, in particolare per quanto riguarda i rapporti degli Stati Uniti con Cina e Iran. Il 2019 si era rivelato, al netto di un finale d’anno non straordinario, molto positivo per tutte le asset classes e gli investitori, al momento dello scoppio della crisi legata alla diffusione di Covid-19, mantenevano una propensione per i mercati azionari, seppur non estrema. Le posizioni in liquidità erano dunque già sostenute per effetto della decisione di molti operatori di prendere profitto e questo aspetto ha giocato un ruolo di mitigazione importante al momento della correzione registrata tra febbraio e marzo”.
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