L'onda verde è qui: un fondo su quattro in Europa è ESG

Investimenti sostenibili, L'onda verde è qui: un fondo su quattro in Europa è ESG
Foto di Artem Beliaikin, Unsplash

È passato poco più di un mese dall'entrata in vigore della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR) in Europa, ma è già possibile trarre una conclusione chiara: l'onda verde continua a diffondersi inarrestabilmente nel settore degli investimenti. Secondo una prima analisi di Morningstar, ci sono fino a 2,5 trilioni di euro in fondi classificati sotto gli articoli 8 o 9 della SFDR. Stiamo parlando del 21% di tutti i fondi europei che rappresentano fino al 25% del totale delle attività europee. In altre parole: un fondo su quattro in Europa è ESG.

Questa è la prima prova di come l'SRI stia trasformando il settore. Il 10 marzo è infatti entrato in vigore il sopracitato regolamento dell'UE sulla disclosure delle attività finanziare sostenibile, secondo il quale, come primo passo, i fondi devono essere classificati in tre categorie: articolo 6, 8 o 9. Dipenderà dal loro grado di obiettivo di sostenibilità, ma tutti i fondi di investimento dovranno disporre di un rating ESG.

Questo è un primo passo. Va notato che l'analisi di Morningstar ha raccolto i primi 20 giorni dopo l'entrata in vigore del regolamento. Questo primo sondaggio riflette i dati del 50% dei fondi e degli ETF domiciliati in Lussemburgo. In questa prima indagine, il 18% è stato classificato sotto l'articolo 8 (fondi che promuovono caratteristiche ambientali o sociali). Un altro 3,6% è stato classificato sotto l'articolo 9 (con un obiettivo di investimento sostenibile).

Questi dati sono stati estrapolati dal totale del mercato europeo, arrivando alla cifra di 2,5 trilioni di masse gestite. Tuttavia, il mercato dei fondi sostenibili potrebbe valere molto di più. Morningstar stima che il numero continuerà a crescere nei prossimi mesi, dato che i gestori continuano a riclassificare e a lanciare nuovi fondi secondo i requisiti dell'articolo 8 e 9.

Ci troviamo dunque soltanto in una prima fase del processo di adattamento alla SFDR. L'approccio varia significativamente tra i manager. Quindi, i seguenti dati devono essere interpretati con la necessaria cautela. Detto questo, possiamo iniziare a vedere alcune tendenze interessanti.

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Il grafico qui sopra mostra la percentuale del patrimonio dei gestori in fondi sotto l'articolo 8 o 9. Come possiamo vedere, ci sono grandi differenze. Ci sono gestori che hanno il 100% della loro gamma in fondi sostenibili. Questo è il caso della SSP. O Mirova (un'affiliata di Natixis IM), che ha classificato tutti i suoi 25 fondi sotto l'articolo 9. In generale, i gestori nordici e danesi, pionieri della sostenibilità, sono quelli con la più alta percentuale di gamma sostenibile. Robeco vanta il 96% mentre SEB ha l'82%.

Tra le grandi società, invece, questa percentuale scende. Le case francesi Amundi e BNP Paribas hanno classificato il 60% e l'80% dei loro fondi come sostenibili. Ma altre grandi aziende hanno cifre più basse: BlackRock il 17% o J.P. Morgan AM solo l'1,5%.

Ma è qui che è necessario essere più precisi: la maggior parte dei gestori di fondi con cui Morningstar si è confrontata ricorda che questo è solo il primo esercizio di classificazione. Molti hanno infatti dei piani per portare più fondi sotto l'articolo 8 o 9. Nel caso di J.P. Morgan AM, appunto, hanno optato per la prudenza nella classificazione. Come primo passo, hanno classificato solo i fondi sostenibili esistenti sotto gli articoli 8 e 9.

Siamo dunque solo alla punta dell'iceberg degli investimenti sostenibili. J.P. Morgan AM ha fatto sapere che farà uno sforzo per mettere a punto altri prodotti per migliorare la loro classificazione. E gestori come DWS, UBS, Schroders e Aviva hanno annunciato misure simili. Molte entità stanno per fare i cambiamenti necessari in modo che diversi dei loro fondi si qualifichino almeno sotto l'articolo 8.

"Per molti degli asset manager con cui abbiamo parlato, è fondamentale avere il maggior numero possibile di fondi qualificati dall'articolo 8 e dall'articolo 9", dice Morningstar. Non solo per il loro impegno nella SRI. Sentono la pressione di alcuni distributori e fund selector che hanno detto che in futuro prenderanno in considerazione solo i fondi delle categorie articolo 8 e 9.