Un’esperienza consolidata nel settore del risparmio gestito e l’obiettivo di intercettare le tendenze legate non soltanto alla sostenibilità, ma anche all’impatto sociale “tangibile” degli investimenti. Dal 2018, anno del disco verde di Consob per la creazione della SIM, a oggi, i fondatori di IMPact SIM hanno lavorato alla definizione di un “nuovo modello di fare impresa nel mondo del risparmio gestito italiano” che, nella definizione del Ceo, Stefano Mach “si caratterizzi sia per essere alla frontiera della finanza sostenibile sia per un modello di business a forte vocazione sociale”. In questi tre anni, la società fondata da Mach, Fausto Artoni e Gherardo Spinola, tutti ex Azimut (società per cui hanno mantenuto deleghe di gestione per un totale di 2,9 miliardi di euro) ha portato avanti la convinzione che “il fare impresa oggi non possa limitarsi alla generazione di profitti, ma debba anche contribuire, in modo altrettanto sistematico, a generare un impatto positivo per la società”. Da qui la decisione di inserire un vincolo statutario per cui almeno il 50% degli utili generati siano destinati a iniziative di carattere sociale. A questo si allinea la scelta di ottenere la certificazione della Conferenza episcopale italiana (CEI), “elemento coerente con il posizionamento di IMPact su prodotti di finanza sostenibile – sottolinea Mach – e pensata per offrire soluzioni d’investimento in linea con i bisogni degli investitori cattolici”.
Mach (IMPact SIM): “Fare impresa a impatto positivo ‘sistematico’”

Stefano Mach, foto concessa (IMPact SIM)
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