Negli ultimi dieci anni l’industria degli hedge fund ha attraversato momenti difficili: dal 2009 al 2020 gli hedge fund avevano fatto peggio dei principali indici, sia degli Stati Uniti sia dei mercati globali. Tuttavia, prima del marzo 2009, la situazione era esattamente l'opposto. Adesso l'andamento sembra tornare ai livelli ottimali. Da circa 18 mesi, ormai, i fondi hedge si sono mostrati in crescita, grazie ai forti utili aziendali e all'ottimismo degli investitori sulla ripresa dell'attività economica. Come spiega Alessandra Manuli, AD di Hedge Invest SGR, il quantitative easing è stato certamente uno dei motivi principali che ha portato questi prodotti ad una sottoperformance costante. Gli interventi delle Banche centrali hanno distorto i mercati, portando alla reflazione degli asset e alla riduzione dei premi al rischio in tutte le classi di attività. Di conseguenza si è sperimentato un forte aumento degli investimenti passivi e una riallocazione degli investimenti dalle strategie attive a quelle indicizzate. Tuttavia, adesso, assistiamo ad una “lenta ripresa”. Anche e soprattutto nella fiducia degli investitori.
Manuli (Hedge Invest SGR): "Siamo ottimisti per l'Italia (e per i fondi hedge)"

Foto ceduta (Hedge Invest)
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