Nomi dei fondi, i gestori italiani con il maggior numero di prodotti esposti agli “Orientamenti” ESMA

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Ryan Quintal (Unsplash)

Il 14 maggio di quest’anno ha segnato un momento centrale per l’industria dei fondi e, nello specifico, dei fondi ESG. In quella data ESMA ha infatti pubblicato il final report che impone un “minimo dell’80% di asset sostenibili” perché un prodotto possa avere il termine “ESG” nel nome. Tre mesi (e una settimana dopo), ossia il 21 agosto, un nuovo step: la pubblicazione delle traduzioni ufficiali delle linee guida (qui la traduzione in italiano). Da qui un calendario che impone alle case prodotto e alle società di gestione che detengono prodotti con l’acronimo ESG nel nome o altri termini relazionati alla sostenibilità, di adattarsi ai nuovi orientamenti entro tre mesi dalla traduzione delle linee guida (ossia entro il 21 novembre) per i fondi di nuova creazione, ed entro altri sei mesi a partire da quest’ultima data (ossia entro il 21 maggio 2025) per i fondi già esistenti.

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