Novità nel mondo dell’investimento sistematico: l’esperienza di BlackRock

Ahmed Talahoui BlackRock News
Ahmed Talahoui, immagine concessa (BlackRock)

L’intelligenza artificiale ha cambiato le regole del gioco per le strategie sistematiche? Trent’anni fa, disporre di un algoritmo in grado di analizzare in pochi minuti le ultime conference call delle aziende quotate era una preziosa fonte di alpha. Oggi, grazie ai progressi della IA generativa, sempre più investitori possono accedervi. Per questo FundsPeople durante un incontrato con Ahmed Talhaoui, Head of BlackRock Systematic Group, ha chiesto al professionista che futuro vede per il suo stile di investimento: l’IA sta rendendo la gestione sistematica una commodity?

La risposta è affermativa, ma non perché tema per il valore aggiunto offerto dal suo team. “L’intelligenza artificiale porterà molti gestori verso la media. Ma cosa significa stare nella media? La media non batte l’indice”, afferma. Il problema dell’utilizzo delle IA generative aperte, secondo lui, è che si basano su database generici.

I bias dell’IA

“Per sfruttare davvero il potenziale della IA serve una forte calibrazione”, sottolinea Talhaoui. Anche se il team di BlackRock Systematic intravede un enorme potenziale nella IA generativa, invita alla cautela per i bias impliciti in questi sistemi. Ad esempio, secondo le loro analisi, queste IA tendono a favorire le large cap: più un’azienda è citata nei dati di training, più spesso sarà raccomandata. “Se chiedo idee d’investimento nel software, probabilmente mi citerà una delle Magnifiche Sette”, spiega Talhaoui. Un altro limite è l’uso di dati obsoleti o errati.

Il punto di forza delle strategie sistematiche, continua, resta la capacità di sviluppare un’opinione su 15.000 azioni (e su 3.000 emittenti nel reddito fisso). “Il nostro approccio è molto intuitivo, ma per coprire così tante società con un elevato numero di segnali da generare e mantenere, servono molte risorse. Non è un impegno che tutti sono disposti ad affrontare. Non basta aggiungere qualche specialista in IA al team di investimento per fare la differenza”, chiarisce.

Le risorse necessarie per il successo sistematico

“Per avere successo nelle strategie sistematiche bisogna innovare costantemente. È la regola numero uno”, insiste. Ogni anno, circa il 15% dei segnali sistematici perde valore predittivo. “I mercati diventano più efficienti, i dati diventano accessibili a più concorrenti o cambia il regime di mercato”, spiega.

Il lavoro del team consiste sia nel creare nuovi segnali sia nell’aggiornare quelli esistenti. Un esempio: il loro indicatore sul sentiment dei broker, sviluppato nel 2012, oggi è arrivato alla versione 7. “Se usassimo ancora la versione 1, l’alpha generato sarebbe zero. Lo manteniamo efficace grazie a modelli di machine learning”, spiega.

Secondo Talhaoui, innovare costantemente è una barriera all’ingresso, per via dello sforzo richiesto. Solo il 20% dei nuovi dataset prodotti dai data scientist viene effettivamente utilizzato nel processo di investimento. “Il problema dei dati non è la qualità, ma il fatto che spesso non aggiungono nulla di nuovo”, commenta.

Augmented Investment Management

Alcune innovazioni di BlackRock Systematic rientrano nel framework chiamato Augmented Investment Management. Usano il machine learning per combinare i migliori segnali per ciascuna azienda.

Inoltre, per generare alpha aggiuntivo, hanno sviluppato sistemi di “panieri di segnali tattici” su nuove tematiche. Per esempio, per proteggere il portafoglio da un aumento dei dazi, l’algoritmo costruisce automaticamente posizioni long e short coerenti.

BlackRock Systematic: un’eredità di Barclays GI

L’acquisizione di Barclays Global Investors nel 2009 ha portato a BlackRock il successo di iShares, ma anche l’attuale gruppo BlackRock Systematic, che nel 2025 compie 40 anni — tre in più della stessa BlackRock — poiché nasce come team sistematico indipendente di Barclays GI, rimasto intatto all’interno della nuova struttura.

Talhaoui stesso proviene da Barclays GI, così come il responsabile globale del gruppo e i capi delle divisioni azionaria e obbligazionaria. Oggi il team conta 200 professionisti, con competenze che spaziano da PhD e data scientist (una figura sempre più centrale nel settore) ai classici profili di investimento. “Cerchiamo persone curiose, intelligenti, che comprendano i mercati”, conclude Talhaoui.