O’Hara (GAM): "La selettività rimane decisiva per l’azionario europeo"

Outlook Milano con Tom O Hara, GAM
Outlook Milano con Tom O Hara, GAM.

Valutazioni fortemente competitive ma a crescere devono essere gli utili. Questo è l'aspetto attuale dell'Europa se comparato con l'andamento degli Stati Uniti. Parte da queste considerazioni l'analisi di Tom O’Hara, Investment director European Equities di GAM, intervenuto in occasione di un recente evento dal titolo "Scoprire valore oltre i trend dominanti, nei mercati europei nel 2026”, organizzato a Milano, in cui ha illustrato i principali driver che potrebbero sostenere il mercato nei prossimi anni.

Un passo indietro. Negli ultimi dieci anni, ricorda O’Hara, lo scarto di performance tra Stati Uniti ed Europa è stato determinato soprattutto dalla divergenza negli utili: quasi +10% annuo per le società USA contro circa +4,5% per quelle europee. In un mercato dominato dal capitale a breve termine, dove quant e CTA rappresentano il 60% dei volumi giornalieri, i titoli con maggior momentum vengono premiati in modo sistematico. Il risultato è un rerating annuale medio del mercato americano pari al 3%, mentre l’Europa è rimasta inchiodata, creando lo sconto del 30-35% attuale.

Elementi che potrebbero far invertire la rotta

Non tutto però è perduto, anzi. E, nonostante il ritardo accumulato, per O’Hara stanno emergendo elementi che potrebbero invertire la rotta. In particolare, cita il cambio di approccio della Germania, sospensione del freno al debito, investimenti in infrastrutture e resilienza energetica, e i primi segnali di maggiore pragmatismo regolatorio da parte dell’Unione Europea, sulla scia del report Draghi. Forze, queste, che potrebbero migliorare la dinamica degli utili nel medio periodo.

Un aspetto centrale dell’approccio di GAM è l’analisi sistematica dei grandi temi di mercato, attraverso dei panieri tematici. Il più rilevante oggi è Power Surge, il paniere che cattura tutte le società coinvolte nel boom dell’intelligenza artificiale e dell’infrastruttura energetica necessaria ai data center. “Se fosse un settore, sarebbe uno dei più grandi in Europa”, osserva O’Hara. L’esplosione del consumo energetico dei data center, la lentezza delle reti nel gestire le connessioni e la crescente domanda di soluzioni off-grid stanno alimentando un ciclo di crescita che coinvolge produttori di cavi, turbine a gas, ingegneria elettrica e utilities. Nonostante l’affollamento del tema, i fondamentali restano solidi e dovrebbero mantenerlo centrale nel 2026.

Altro filone chiave è lo stimolo tedesco. A seconda della definizione dei panieri, il tema pesa tra il 4 e l’8% del benchmark europeo. La Germania parte da un debito contenuto e da conti pubblici in ordine; la vera novità è la volontà politica di investire. Al tempo stesso, O’Hara invita alla selettività geografica, citando tre Paesi con dinamiche particolarmente favorevoli: Spagna, sostenuta da demografia e crescita robuste; Grecia, con bilanci pubblici in surplus, forte ripresa del credito e investimenti UE pari al 10 per cento del PIL; e Irlanda, caratterizzata da popolazione in espansione e finanze statali solide grazie ai flussi fiscali delle multinazionali USA.

Una questione di settori

Tra i settori più interessanti nel 2026 O’Hara individua l’aerospazio. Airbus e Boeing hanno backlog di quasi dieci anni e faticano ad aumentare la produzione dopo la pandemia. La scarsità di nuovi aerei sostiene i margini delle compagnie come Ryanair e IAG e alimenta la domanda di manutenzione, con benefici per produttori di motori e ricambi.

Sul fronte dei consumi, GAM mantiene un approccio cauto. Fra i temi emergenti più solidi compare anche il ciclo di investimento nelle miniere. L’oro ai massimi e il rialzo del prezzo del rame stanno spingendo le società estrattive a rivedere i piani di spesa dopo un decennio di disciplina estrema. Aziende come Sandvik registrano crescita degli ordini a doppia cifra, con un’accelerazione particolarmente forte nelle vendite di nuovi macchinari. Un segnale che, secondo O’Hara, anticipa un nuovo ciclo pluriennale di CapEx minerario.

Infine, il filone della sanità accessibile. I farmaci biosimilari, fino all’80% più economici dei biologici, rappresentano un canale sempre più rilevante per ridurre i costi sanitari, soprattutto negli Stati Uniti. In Europa aziende come Sandoz e Fresenius stanno crescendo rapidamente, mentre negli USA la volontà politica di accelerare l’approvazione dei biosimilari potrebbe ampliare ulteriormente il mercato.