Ondata di ottimismo sulle azioni giapponesi

Il Giappone ha registrato sei trimestri consecutivi di crescita (non accadeva dal 2006)  soprattutto grazie alla spinta dei consumi privati. Il Paese sta beneficiando di buoni fondamentali, di un aumento della domanda estera che contribuisce a sostenere le esportazioni e di un mercato del lavoro in ottima salute, con un tasso di disoccupazione che a giugno è sceso al 2,8%. Le politiche del primo ministro Shinzo Abe si sono concentrate prevalentemente su tre punti cardine: allentamento delle condizioni monetarie, stimolo fiscale e riforme strutturali. I primi due pilastri sono stati realizzati, mentre il terzo, che include riforme del mercato del lavoro, è ancora in fase di attuazione. Le esportazioni solide e i consumi privati stabili hanno spinto la BoJ ad alzare le prospettive di crescita del PIL fino all’1,4-1,5% per l’anno in corso. Il Giappone è ancora lontano dall’obiettivo di inflazione al 2%, che a giugno è scesa a 0,3% rispetto allo 0,4% di maggio e aprile. A questo proposito, la BoJ ha rinviato al 2019 (per la sesta volta consecutiva) l’ottenimento del target del 2% sull’inflazione, mantenendo così la sua strategia monetaria ultra-espansiva.

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