A colloquio con le depositarie: l’evoluzione della previdenza complementare

Pavan Trikutam Unsplash 1024
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La previdenza è un campo “fertile” per l’analisi dell’investimento di lungo periodo. Nel tempo l’investitore si misura con nuove necessità e stimoli e, al contempo, i suoi interlocutori devono essere preparati a rispondere a nuove richieste del mercato (o anticipare esigenze future). Così le banche depositarie, nel tempo, e in linea con la loro funzione di “raccordo” nel sistema del risparmio gestito, si sono evolute dal principale compito di custodia verso servizi a valore aggiunto, che racchiudessero, in particolare, la capacità di elaborazione di enormi quantità di dati, di selezione ESG e di gestione di investimenti in economia reale. Quali sono le novità e quali gli strumenti messi a disposizione dagli attori del mercato per rispondere agli sviluppi futuri del settore? Ne abbiamo parlato con Maurizio Tacchella, Direttore, Banca Depositaria, BFF BankGiorgio Solcia Direttore Generale di CACEIS Bank, Italy Branch; e Federico Viola, Responsabile Sales and Client Coverage per Italia, Medio Oriente e Nord Africa (MENA) di State Street International Bank GmbH – Succursale Italia.

BFF: CON I FONDI PENSIONE, L’EVOLUZIONE DEI SERVIZI CON I LE BASI SALDE NELLA NORMATIVA

Maurizio Tacchella 300200
Maurizio Tacchella, BFF

Larga parte dei “servizi a valore aggiunto” offerti da BFF appartiene all’ambito della previdenza. “Una delle aree di attività della nostra banca è indubbiamente guidata da questo ambito, sia per la quota di mercato che ha raggiunto nel tempo (vedi i dati Mefop .ndr) sia perché gli enti previdenziali sono soggetti istituzionali che più di altri hanno l’esigenza di usufruire di servizi aggiuntivi rispetto a quanto già obbligatoriamente previsto dalla normativa”, afferma Maurizio Tacchella di BFF. “Va detto, peraltro, che l’attenzione al cliente e la personalizzazione del servizio è nel DNA BFF; dunque, si tratta di un modo per noi naturale di organizzare il rapporto con il cliente: una partnership seria e duratura, che consente a entrambi di crescere. Da un lato, grazie agli stimoli dei clienti noi continuiamo a innovare, dall’altra i clienti stessi trovano una banca solida in grado di dare risposte immediate ed efficaci, ritagliate sui loro bisogni”.

Il riferimento normativo va alle attività previste dal Dlgs 252/2005 e dal Regolamento di Banca d’Italia sulla gestione del risparmio e successive modifiche. Accanto a queste attività normative è sorta l’esigenza di affiancare “attività aggiuntive”, per fornire un supporto alle strutture organizzative degli enti previdenziali su alcuni servizi che il depositario è in grado di fornire.  “Abbiamo ascoltato soprattutto l'industria degli enti previdenziali, cercando di capire come il nostro intervento poteva essere di maggior sostegno alla crescita e alle esigenze dei nostri clienti. Questo percorso era già stato avviato nel 2012, quando entrò in vigore, attraverso una circolare Covip, l’obbligo da parte dei fondi pensione di dotarsi di una funzione per monitorare, nel tempo, l'andamento e le performance del portafoglio del fondo”. Queste evoluzioni normative e quelle successive, hanno imposto al depositario l’obbligo di fornire dati e informazioni alla funzione finanza. In linea con questa necessità del settore, prosegue Tacchella, “abbiamo dapprima sviluppato un'attività di reporting legato al position keeping del portafoglio, ossia la composizione, l’indice di riferimento, l’eventuale rotazione del portafoglio stesso secondo la formula richiesta dall’autorità di vigilanza.  A questo abbiamo associato la verifica dei costi che il fondo sostiene riguardo alle operazioni di investimento, mettendo a confronto il dato del singolo fondo pensione con un benchmark unico elaborato da BFF”.

Ulteriori servizi a supporto del settore  previdenziale sono quelli legati al look-through “con cui garantiamo un’informativa puntuale degli investimenti e dei titoli presenti nei portafogli”, e l’integrazione di ulteriori funzionalità relative alle segnalazioni Covip, sia per i Fondi Pensione sia per le Casse di Previdenza, “ma anche un servizio di ‘check iban’, che permette di verificare la correttezza e l’associazione che l’iban fornito dall’aderente del fondo pensione, per effettuare tutti pagamenti delle prestazioni erogate, sia effettivamente intestato all’aderente stesso”. Tacchella specifica come quest’ultimo servizio sia stato attivato all’inizio del 2022, e dia ai Fondi “la certezza che, nel momento in cui un aderente effettua un disinvestimento, quest’ultimo avvenga su un iban valido e dell’aderente stesso”. In ultima analisi, la presenza di BFF sul mercato della previdenza complementare italiana, “è una presenza rilevante – conclude il Direttore – e contiamo di essere sempre di più una banca depositaria di riferimento per gli enti previdenziali”.

CACEIS: NELLA PREVIDENZA, DEPOSITARIE PARTNER IDEALI PER I SERVIZI A VALORE AGGIUNTO

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Giorgio Solcia, Caceis

Per Giorgio Solcia di CACEIS, il tema previdenziale si allinea a quello della sostenibilità: “Secondo dati europei, oltre l’80% dei fondi pensione ritiene di avere bisogno di una politica di investimento maggiormente sostenibile e la stessa percentuale sostiene di avere almeno un SDG all’interno della propria policy. Molte entità, nel caso italiano, ad esempio, i fondi negoziali, possono muoversi in questo senso tramite la gestione in delega, ossia affidandosi a gestori e asset manager terzi che, in molti casi, hanno già definito le proprie politiche ESG. Altri soggetti che operano nel settore previdenziale tramite la gestione diretta con ogni probabilità implementeranno invece le policy di sostenibilità al proprio interno”. Questa differenziazione, precisa Solcia, è importante per identificare correttamente la composizione del mondo previdenziale italiano, che vede “i fondi pensione negoziali e preesistenti prevalentemente con gestioni in delega, mentre le casse di previdenza gestiscono i propri attivi principalmente in maniera diretta”. A questi due macro-gruppi l’esperto affianca poi un ampio numero di player storici di dimensioni ridotte “che, a mio parere, dovranno fare i conti con un processo di concentrazione determinato da una gestione degli enti previdenziali più complessa di quanto non fosse in passato”.  

Con l’avvento di maggiori obblighi di trasparenza in ottemperanza alle indicazioni contenute nelle normative UE, come il Regolamento SFDR o la Direttiva IORP2, questi player “saranno tenuti ad aumentare il controllo dei rischi e, nel momento in cui integreranno in gran parte principi ESG, dovranno implementare delle esclusion policy su alcune tipologie di investimento”. La dotazione di strutture interne più capillari determinerà una concentrazione tra player differenti oppure, “per quanti oggi non dispongono di queste strutture, il ricorso a outsourcer che possano supportare questa tipologia di analisi. E chi meglio della banca depositaria può svolgere questo ruolo nell’affiancare i fondi?”. In questo senso la depositaria diventerà in misura sempre maggiore “un partner di riferimento per gli enti previdenziali, andando oltre il ruolo ‘normativo’ di controllore e di regolatore delle transazioni, verso servizi a valore aggiunto”.

CACEIS, in questa sede, ha già messo in campo il servizio ESG & Climate Reporting, “ma a questo si affianca tutta la parte di risk & performance measurement, contribution e attribution, e tutta l'attività di cost transparency.  Grazie alla nostra esperienza europea che ci vede leader nei Paesi Bassi, con il nostro centro di eccellenza di gruppo dedicato ai fondi pensione, recentemente acquisito, porteremo questi servizi in tutti i Paesi in cui siamo presenti e naturalmente anche nel mercato italiano, in modo da garantire un maggiore controllo a tutti i livelli, sia normativo e di investment compliance, sia di monitoraggio ESG delle gestioni”. In ultimo, uno sguardo alle Casse di Previdenza “che oggi si stanno progressivamente orientando verso investimenti in economia reale: sicuramente un depositario dovrà e potrà, come stiamo facendo già oggi, supportare queste entità negli investimenti in private equity, infrastrutture e nei real asset. Un modello di architettura aperta e un fund desk a livello europeo – conclude Solcia –, potrà permettere loro di veicolare capitali anche in questo settore dell’economia reale, che li vedrà sempre più protagonisti”.

STATE STREET: DALLE DEPOSITARIE NUOVE SOLUZIONI PER ACCOMPAGNARE UN SETTORE IN EVOLUZIONE

Federico Viola
Federico Viola, State Street

Nel descrivere l’approccio del mondo delle banche depositarie all’universo dei fondi pensione italiani, Federico Viola di State Street parte da una constatazione: ogni anno il settore diffonde i dati sulle adesioni, sulle iniziative per rilanciarle e, al contempo, risultati “di crescita tendenzialmente tutto sommato positivi nonché di buoni rendimenti se paragonati al TFR”. A questo si affianca un’altra analisi, che comprende gli investimenti e il rapporto con i partner di riferimento. In questo caso, prosegue Viola, “teniamo particolarmente a introdurre e supportare forme di collaborazione e di rafforzamento della catena del valore. Una tendenza che rileviamo in entità istituzionali simili in diverse parti del mondo e che in Italia fa ancora un po’ fatica a decollare”. Le motivazioni di questo scarso slancio sono da attribuire a fattori endogeni del sistema previdenziale italiano, alla natura degli operatori sia di primo sia di secondo pilastro, nonostante questi abbiano poi caratteristiche differenti. In questo confronto tra operatori italiani e internazionali quello che conta, secondo Viola, è “la ricerca di rendimenti aggiuntivi”, una sfida che coglie l’eredità della pandemia e le tendenze già evidenti, ovvero “il grande focus sui private market, in particolare, è una tendenza inevitabile ma a cui il mondo della previdenza, soprattutto quella complementare, si affaccia ancora timidamente, mentre è un fenomeno già affermato per le Casse di Previdenza e per gli operatori di primo pilastro, che storicamente sono esposti in maniera consistente soprattutto su alcune asset class alternative”. 

Quindi la situazione a oggi vede nel mondo della previdenza da un lato l’aumento dell’esposizione ad asset class diverse, “dall’altro una presa di coscienza, da parte di operatori già esposti, sulla necessità di razionalizzazione dell’approccio, della verifica e del controllo di questa tipologia di investimento”. Viola richiama la “complessità” degli investimenti sui mercati privati rispetto a quelli delle asset class tradizionali sostenendo che “per fronteggiare-affrontare questa complessità, non basta adottare l’approccio tradizionale di banca depositaria che si occupa di custodia e controlli”. L’esperto indica come la richiesta del cliente vada in direzione “di una presenza più capillare all’interno della filiera operativa e dei processi di investimento, con monitoraggio, gestione di enormi quantitativi di dati, elaborazioni, reportistica, tanto più necessari quanto più le strategie di investimento si spostano verso asset class diverse rispetto a quelle tradizionali”. Emerge dunque come le funzioni tradizionali della banca depositaria non siano più sufficienti. Queste entità si trovano alla ricerca di “soluzioni per accompagnare i clienti in un mondo in estrema evoluzione. Il rischio che vedo, in questo caso, è l’adozione di processi tradizionali su forme di investimenti che tradizionali non sono. Per cui credo che un cambio di marcia anche dal punto di vista della concezione delle depositarie sia un elemento fondamentale a tutela e supporto di tutta l’industria previdenziale”.

Tra le strategie messe in capo da State Street per accompagnare questo cambio di passo, oltre agli strumenti già presenti nell’offerta rivolta all’industria del risparmio “con un occhio di riguardo a quelle che sono le caratteristiche del mondo dei fondi pensione”, Viola cita tutti gli strumenti di analisi, misurazione e attribuzione della performance “degli investment analytics, ad esempio, e del look-through”. State Street mette dunque a disposizione diverse soluzioni in grado di coprire in maniera trasversale tutte le asset class, liquide e illiquide. “La recente acquisizione di Mercatus (a luglio 2021) certamente ci sta aiutando a coprire le necessità degli operatori mettendo a disposizione una serie di funzionalità di supporto al mondo degli investimenti nei private market che includono la possibilità di reportistica, di simulazioni di analisi di scenario e di ‘what if’che, tramite metodi tradizionali e con risultati spesso ambigui, avrebbero richiesto settimane e che invece adesso – conclude Viola – diventano un esercizio di ore o, al più tardi, di pochi giorni”.